L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 26 dicembre 2019

Mentre noi in Italia abbiamo il governo delle tasse incapace di avere una visione paese incapace di investire

Il sogno danese: un’isola eolica da 10 GW che produce idrogeno

Avanzano i piani danesi per realizzare hub offshore, del valore di 30 miliardi di dollari, in grado di fornire energia pulita a 10 milioni di famiglie



Il governo progetta la realizzazione nel mare del Nord di una gigantesca isola eolica

(Rinnovabili.it) – Creare un’isola eolica artificiale con cui assicurarsi un posto di primo piano nello sviluppo delle potenzialità energetiche del Mare del Nord. Questo il Piano che sta portando avanti la Danimarca, finalizzato a realizzare un nuovo e gigantesco hub offshore da 10 GW di capacità: un valore cinque volte superiore all’attuale produzione eolica statale.

La nazione deve oggi al vento ben il 40 per cento della sua produzione elettrica, il livello più alto mai raggiunto in Europa. Ma per il governo danese si tratta solo di un punto di partenza da cui prendere lo slancio per il suo nuovo piano climatico. Copenaghen ha infatti approvato il mese scorso una legge che impone la riduzione del 70 per cento delle emissioni nazionali di gas serra entro il 2030. Un’ambizione ambientale che nessun altro paese ha finora eguagliato.


Uno degli strumenti ad hoc per centrare il target sarà ovviamente l’eolico offshore. Nei piani futuri spicca il progetto dell’isola eolica che, con la sua taglia multi-gigawatt, dovrebbe essere in grado di alimentare 10 milioni di famiglie. Considerando che la piccola Danimarca possiede una popolazione di 6 milioni di abitanti è facile immaginare come, a regime, l’elettricità prodotta sarà venduta agli altri Paesi europei.

L’opera sarà finanziata principalmente dal settore privato e dovrebbe richiedere un investimento totale di 200 miliardi-300 miliardi di corone danesi, ossia tra i 27 e i 40 miliardi di euro.

La localizzazione è ancora da definire. Il ministero dell’energia sta cercando il sito più adatto dove realizzare una o più isole artificiali e valutando il destino della produzione futura. E parte dell’elettricità generata in mare potrebbe essere immagazzinata o convertita in idrogeno rinnovabile, ha spiegato il ministro all’energia, Dan Jørgensen. “Se vogliamo realizzare l’enorme potenziale dell’eolico offshore, dovranno essere sviluppate nuove tecnologie per convertire l’energia verde in combustibile per aerei, navi e industria”, ha aggiunto Jørgensen.

In questo contesto il ministero ha stanziato 65 milioni di corone dal suo bilancio 2020 per la ricerca sull’immagazzinamento e la conversione dell’energia proveniente dal nuovo progetto. Altri 128 milioni di corone sono riservate a due iniziative di stoccaggio dell’H2 su larga scala: GreenLab Slice PtX e HySynergy, che saranno realizzate tra il 2020 e il 2025.


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