L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 21 dicembre 2019

Nei film hollywoodiani gli Stati Uniti sono invincibili nella realtà il mondo sospende l'uso dei suoi prodotti d'avanguardia targati Boeing

Cosa rivela dell'economia Usa il rinvio dei Boeing 737 Max

Boeing ha deciso di sospendere la produzione del suo Jet 737 Max a gennaio. Questo rinvio peserà sui numeri della manifattura americana nel 2020. Barclays calcola l'impatto sul pil Usa del primo trimestre e cosa vuol dire per l'economia globale

di Roberta Castellarin2 0/12/2019 13:20


Boeing ha deciso di sospendere la produzione del suo Jet 737 Max a gennaio visto che le certificazioni per il ritorno in servizio del velivolo arriveranno il prossimo anno, più tardi di quanto inizialmente previsto dal costruttore di aerei statunitense. Al momento comunque non sono previsti licenziamenti. Il 737 Max è stato messo a terra in tutto il mondo dopo due disastri aerei in meno di cinque mesi. "Durante la messa a terra del 737 Max, Boeing ha continuato a costruire nuovi aeroplani e ora ci sono circa 400 jet in deposito", ha puntualizzato la società.

Boeing ha, quindi, deciso di "dare priorità alla consegna di aeromobili in deposito e sospendere temporaneamente la produzione del programma 737 a partire dal mese prossimo. Riteniamo che questa decisione sia quella più indolore per il mantenimento del sistema di produzione a lungo termine e della salute della catena di approvvigionamento".

Il costruttore statunitense ha tagliato la produzione dei 737 di un quinto lo scorso aprile e ha rinunciato ai piani di incremento della produzione la scorsa estate, costringendo i fornitori a modificare a loro volta i propri programmi sulla fornitura di parti e componenti e le compagnie aeree a cambiare i piani di volo.

Proprio il caso Boeing, secondo Michael Gapen di Barclays, peserà sui numeri della manifattura Usa nel 2020. "Con l'avvicinarsi del 2020, un'importante area di interesse sarà valutare l'evidenza di qualsiasi stabilizzazione della produzione industriale statunitense. A questo proposito, i dati di novembre hanno portato alcune notizie positive. La produzione industriale è rimbalzata grazie alla fine dello sciopero di General Motors, che ha portato alla ripresa della produzione nelle fabbriche", dice Gapen.

Secondo l'esperto di Barclays il rischio di dati deboli nella manifattura Usa continua a essere presente nonostante i dati incoraggianti di novembre. E proprio la vicenda Boeing avrà il suo peso. "Nel valutare l'effetto potenziale del rinvio di produzione e consegna dei 737 Max sul pil, prendiamo in considerazione il valore aggiunto dal lavoro, che si verifica principalmente durante produzione e il valore aggiunto dal capitale, che si verifica quando vengono catturati i profitti nella fase di vendita/consegna. Una consegna rinviata implica meno spese per attrezzature e esportazioni rispetto alla nostra stima precedente, mentre le importazioni saranno ridotte sulla base del nuovo programma di produzione. Complessivamente stimiamo che gli effetti diretti sulla crescita del pil nel primo trimestre da un arresto nella produzione del 737 Max a circa 0,5 punti percentuali. Di conseguenza, rivediamo più in basso le nostre attese per la crescita del primo trimestre 2020 dal 2% all'1,5% trimestre/trimestre", dice Gapen. 

Allargando l'orizzonte all'economia mondiale "i dati in arrivo stanno fornendo segnali che l'attività produttiva globale si stava stabilizzando anche prima dei vari sviluppi geopolitici che riducono l'incertezza. L'annuncio di questa settimana da parte di Boeing che fermerà temporaneamente la produzione dei 737 Max riporta le prospettive manifatturiere statunitensi su un terreno traballante. Nel frattempo, gli ultimi sviluppi evidenziano che le incertezze continueranno probabilmente a creare ostacoli per la domanda globale. Dal punto di vista della politica monetaria prevediamo tagli ai tassi da parte di alcune banche centrali dei mercati emergenti nei prossimi mesi. Le nostre previsioni di base continuano a prevedere un'accelerazione del pil globale nel 2020, guidata dalla stabilizzazione dell'attività dei mercati sviluppati e da una ripresa dell'attività dei mercati emergenti. Una componente chiave di questa prospettiva è che la ridotta incertezza geopolitica e commerciale contribuisca a un graduale rafforzamento dell'attività manifatturiera a cavallo dell'anno, seguita da un modesto recupero nel 2020", conclude Jonathan Millar di Barclays.

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