L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 22 dicembre 2019

Nicola Gratteri: “Certo che ho paura, ma la cosa importante è addomesticare la paura, parlare con la morte, per ragionarci, così non si perde il controllo della situazione”

Gratteri a SkyTg24: «‘Ndrangheta? Io credo nel mio lavoro ma ho paura»

ITALIA Sabato 21 Dicembre 2019


“Ormai facciamo partire questa prescrizione, perché questo costringerà il legislatore a fare le modifiche necessarie per velocizzare i processi, altrimenti non si faranno. In Italia si fanno solo provvedimenti emergenziali”. Così a “L’Intervista di Maria Latella” su Sky TG24, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri parlando della riforma della prescrizione.

“Facciamola partire – ha spiegato -, così con le pressioni delle Camere penali e dell'opinione pubblica si costringerà la politica a fare le modifiche che servono per velocizzare i processi, di modo che non si rimanga appesi per anni in attesa di un processo. La prescrizione è una sorta di ghigliottina, come principio sono contrario ma nel concreto dico facciamola partire, perché così si faranno le riforme necessarie”.

“Certo che ho paura, ma la cosa importante è addomesticare la paura, parlare con la morte, per ragionarci, così non si perde il controllo della situazione”. Lo ha detto a “L’Intervista di Maria Latella” su Sky TG24, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, parlando delle minacce di morte di cui è vittima. “Io – ha proseguito - ho fatto una scelta di campo nel 1989, quando hanno sparato a casa della mia fidanzata e poi la notte l'hanno chiamata per dirle che avrebbe sposato un uomo morto. In questi anni ho fatto in modo che non uscissero, ma ho subito tantissime minacce ed evitato diversi attentati, queste sono informazioni tratte da intercettazioni, non da lettere anonime o telefonate anonime, che non ho mai ricevuto. Ma questo non mi ha fatto cambiare idea. Malgrado questo, credo fermamente nel lavoro che faccio, mi emoziona ancora e penso di fare qualcosa per questa terra, per la nazione. E come me la stragrande maggioranza dei miei colleghi e delle forze dell'ordine: abbiamo un alto senso dello Stato”.

“La soffiata è partita dagli addetti ai lavori, non dal barista o dal muratore, è ovvio. Noi qualche idea ce l’abbiamo e ci stiamo lavorando, la storia spiegherà anche chi è stato”. Lo ha detto a “L’Intervista di Maria Latella” su Sky TG24, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, parlando della fuga di notizie che ha portato la procura di Cosenza ad anticipare di 24 ore il maxi blitz dell’operazione “Rinascita Scott”.

“Negli ultimi 20 anni la politica si è indebolita tantissimo, e questo indebolimento ha avvantaggiato le mafie, la ‘ndrangheta, perché ha occupato gli spazi dal punto di vista dell’ interlocuzione sociale lasciati dalla politica. Mediamente un politico è presente sul territorio sei, sette mesi prima delle elezioni, poi magari il giorno dopo che si vota magari cambia pure numero di telefono. Mentre il capomafia è presente sul territorio 365 giorni l'anno, dà risposte sbagliate, truccate e drogate di sottosviluppo, dipendenza e schiavismo, ma dà risposte in aree dove la disoccupazione tocca anche il 50%. È la disperazione che porta a rivolgersi alla 'ndrangheta”. Così a “L’Intervista di Maria Latella” su Sky TG24, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri.

La politica “è fortemente inquinata ed il problema non è solo meridionale ma riguarda tutta l'Italia oltre al fatto che per il riciclaggio ed il traffico di droga la 'ndrangheta l'unica mafia presente in tutti i continenti. La scelta, la strategia della 'ndrangheta di scegliere di fare accordi con le istituzioni risale al 1970, quando la ‘ndrangheta creò la nuova dote della "santa" che consente la doppia affiliazione alla 'ndrangheta ed alla massoneria deviata. Questo è stato il grande salto di qualità che le ha consentito nelle logge massoniche deviate, di avere rapporti con uomini delle istituzioni, con quadri della Pubblica amministrazione. Mentre magistrati, forze dell’ordine giornalisti, storici, professori universitari e la politica continuavano a raccontare una mafia stracciona, di pastori, di sequestratori di persone, nella realtà aveva rapporti con la Pubblica amministrazione”. Lo ha detto a “L’Intervista di Maria Latella” su Sky TG24, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri.

“Il mio è un lavoro di squadra, ho colleghi meravigliosi che lavorano dodici ore al giorno, anche sabato e domenica. Ho migliaia di carabinieri, poliziotti e finanzieri con cui lavoriamo insieme. Io posso essere una guida, ma è un lavoro di squadra. Non sono io a fare l’indagine, la facciamo tutti assieme. Sono abituato al lavoro di gruppo e il successo e l’insuccesso ricade su tutti. Non voglio entrare nel merito dei commenti che sono stati fatti, sarà la storia a spiegare tante cose, anche di comportamenti di questi giorni come degli anni passati”. Così a “L’Intervista di Maria Latella” su Sky TG24, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, rispondendo a una domanda sulle critiche ricevute da Gratteri sull’inchiesta.

“Se avessi fatto il ministro della Giustizia avrei sicuramente smontato e rimontato quello che ritengo non funzioni in Italia, avrei cambiato i Codici nel rispetto della costituzione, avrei cambiato la geografia giudiziaria, perché ancora oggi ci sono posto dove ci sono molti magistrati e altri dove mancano. Avrei fatto molte cose, ho una rivoluzione in testa. Per adesso sono il felice Procuratore di Catanzaro”. Lo ha detto a “L’Intervista di Maria Latella” su Sky TG24, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, rispondendo alla domanda su cosa sarebbe accaduto se fosse stato nominato Guardasigilli.

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