L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 25 dicembre 2019

Operazioni di guerra non militari - Il Wada non ha titolo per squalificare una Nazione ma solo atleti singolarmente

Caso doping, la Russia passa al contrattacco: gli atleti gareggeranno sotto bandiera russa

La Russia respinge le accuse della WADA: il Comitato Olimpico Russo farà gareggiare i propri atleti sotto bandiera russa e non sotto vessillo neutro

-24 Dicembre 2019 14:50

LaPresse/PA

La vicenda legata al ‘doping di Stato‘, praticato dalla Russia dal 2011 sui propri atleti, si arricchisce di un’altra incredibile vicenda. La WADA ha recentemente sanzionato la Russia con il divieto di partecipazione ad eventi internazionali per 4 anni, compresi i Giochi Olimpici 2020 e 2022 e la Coppa del mondo di calcio 2022. Convinta della trasparenza delle proprie azioni, la Russia non solo ha deciso di ricorrere contro la squalifica appellandosi al Tas di Losanna, ma ha espresso anche l’intenzione di far gareggiare i propri atleti sotto bandiera nazionale e non sotto vessillo neutro, come imposto dalla WADA agli atleti russi risultati non coinvolti nelle vicende.

“Il Comitato Olimpico Russo (COR) è d’ufficio membro a pieno titolo del movimento olimpico, motivo per cui abbiamo tutti i motivi per credere che formeremo la squadra per Tokyo e faremo di tutto per garantire che la squadra partecipi con il tricolore russo“, ha dichiarato Stanislav Pozdniakov, capo del Cor, confermando che il comitato olimpico russo, in qualità di membro fondatore dell’agenzia antidoping Rusada, ha approvato la decisione del 19 dicembre del suo consiglio di sorveglianza di non accettare le sanzioni imposte dall’Agenzia mondiale antidoping (Wada).

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