L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 7 dicembre 2019

Roma - che il fanfulla sia un ciarlatano non è una novità, mai proposte solo critiche. Le sardine sono buone solo cotte

07/12/2019 13:47 CET
Virginia Raggi a El Pais: "Salvini è un ciarlatano, noi sindaci lo fermeremo"
Il leghista replica: "Pensi a svuotare i cestini, è l'ultima a poter parlare"

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Raggi/Salvini

Matteo Salvini ”è un grande ciarlatano e gli si risponde con i fatti. I sindaci, che si occupano di problemi di trincea, non hanno tempo per i selfie con le giacche della polizia”. Il duro attacco al leader della Lega arriva dal sindaco di Roma Virginia Raggi che, intervistata da El Pais, propone un fronte di primi cittadini contro il leghista.

Da ministro dell’Interno “ha lavorato per meno di 36 giorni. Il resto del tempo, 14 mesi, l’ha impiegato girando l’Italia per scattare foto con felpe diverse, mangiare cibi tipici e dando giudizi su qualsiasi cosa” aggiunge la Raggi, secondo cui il leader della Lega “sarà sconfitto dai sindaci”.

La replica di Salvini è caustica: “Prima la invito a svuotare i cestini e a far ripartire le metropolitane e poi parliamo dei sindaci” risponde il leader della Lega. “L’ultimo sindaco che può parlare in Italia è Virginia Raggi. Non scherziamo”, ha detto dal gazebo per la raccolta firme contro il Mes in centro a Milano.

“Per la sicurezza e per l’ordine pubblico non ha fatto nulla”, ha aggiunto nell’intervista la Raggi, secondo la quale Salvini ha voltato le spalle” ai sindaci. “Ha promesso l’arrivo a Roma di molti agenti e non l’ha mai realizzato. Salvini è un grande chiacchierone e gli si risponde con i fatti”. La sindaca di Roma risponde anche sul movimento delle Sardine: “I cittadini stanno riappropriandosi delle piazze, in Europa e nel mondo. I sindaci devono dare voce a questi fenomeni. Le dico una cosa: Salvini sarà sconfitto dai sindaci”.

Sulla manifestazione prevista il 14 a Roma replica: “Penso che si riuniranno qui tutte le ‘sardine’ italiane. Credo che la piazza sarà piena. È importante ascoltare tutti i cittadini perché stanno inviando un messaggio. Il mio timore è che i partiti provino a mettere il cappello politico sulla manifestazione. Ma questo ne ridurrebbe il potere”. Alla domanda se canterebbe Bella Ciao, Raggi ricorda: “L’ho già cantata in Aula (durante manifestazione con l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani, ndr). Roma è una città orgogliosamente antifascista e lo sottolineo sempre. La resistenza è iniziata qui”.

La sindaca ed esponente pentastellata, nell’intervista a tutto campo, risponde anche su cosa sia oggi il M5s e lo fa così: “Posso dirti cos’è a Roma, dove cerchiamo di riportare la legalità in molti ambienti. Qui”, “abbiamo abbattuto le villette dei Casamonica”, ricorda sottolineando che prima “nessun sindaco aveva avuto il coraggio di farlo”.

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