L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 30 dicembre 2019

Troppe volte la Cassazione si è espressa a favore della 'Ndrangheta il che fa presupporre che molti togati sono "Sistema"

‘Ndrangheta nella Presila Catanzarese, Dda chiede processo per il clan Scalise

29 DICEMBRE 2019, 17:15 CATANZARO CRONACA


Rinvio a giudizio per capi e gregari della cosca del “Gruppo storico della montagna”, operante nella Sila Catanzarese e comprendente i territori di Soveria Mannelli, Decollatura, Platania, Serrastretta e zone limitrofe.

È la richiesta della Dda di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri in merito agli indagati dell’operazione Reventinum che, scattata il 10 gennaio scorso, ha portato a 12 provvedimenti restrittivi nei confronti dei presunti componenti delle cosche rivali dei Mezzatesta e degli Scalise.

Le richieste per associazione a delinquere di tipo mafioso, sequestro di persona, omicidio, estorsione, danneggiamento, violenza privata riguardano: Pino Scalise, 61 anni, di Serrastretta; Luciano Scalise, 41 anni, di Catanzaro; Angelo Rotella, 36 anni di Soveria Mannelli e Marco Gallo, 34 anni di Lamezia Terme.

L’udienza preliminare per i quattro indagati inizierà l’otto gennaio davanti al gup del Tribunale di Catanzaro Antonio Battaglia, che ha individuato come parti offese i parenti del penalista Pagliuso: Giovanni Battista Pagliuso, Rosa Grandinetti, Antonia Assunta Pagliuso, Angela Rita Pagliuso, Antonella Di Vasto.

E ancora, i Comuni di Serrastretta, Soveria Mannelli, Decollatura, Platania, Lamezia Terme e l’associazione antiracket “Ala Lamezia”.


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