L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 5 gennaio 2020

dovranno pagare per ogni goccia del tuo sangue

IRRIDUCIBILI ATTENDEVANO IL MARTIRIO

Maurizio Blondet 4 Gennaio 2020 

L’invocazione, scritta a mano, rinvenuta tra i vestiti del Martire Abu Mahdi al-Muhandis, comandante del movimento popolare islamico iracheno “Hashd al-Shaabi” e per quaranta anni in prima linea sul fronte del Jihad contro l’imperialismo americano-sionista e i suoi agenti regionali, martirizzato in una vile aggressione americana a Baghdad ieri 3 gennaio 2020:

“O Colui che accetta il poco (delle azioni) e perdona il tanto (dei peccati), accetta le mie poche azioni e perdona i miei tanti peccati. Ovvero tu sei il Perdonatore e Misericordioso.”
La moglie del generale

“Hai cercato così tanto il martirio sulle montagne e nei deserti che alla fine il martirio ti ha abbracciato!

Tu eri un martire vivente e adesso i tuoi compagni (i martiri) ti hanno circondato.

Giuro sulla Santa Madre (Fatima Zahra, l’amata figlia del Profeta, ndt) che dovranno pagare per ogni goccia del tuo sangue.

Ascolta o mio Hajj Qasem! Ascolta la parola d’ordine (per la tua vendetta) “Nel Nome del Qasim al-Jabbar…”

Lo stendardo non rimarrà a terra, o mio comandante!”

(messaggio della moglie del Martire Hajj Qassem Soleimani)

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