L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 6 gennaio 2020

Guerra senza limiti - e Sigonella entra di diritto nelle operazioni militari diverse dalla guerra

Nessun aiuto degli Stati europei contro Soleimani. La scudisciata di Pompeo

4 gennaio 2020


Che cosa ha detto di preciso il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, parlando dell’attacco americano in Iraq in cui è stato ucciso anche il generale iraniano Qassem Soleimani.

Un comandante del gruppo paramilitare iracheno filo-iraniano Hashed Al Shaabi è stato ucciso nella notte tra venerdì e sabato in un raid aereo Usa a nord di Bagdhad all’indomani dell’attacco in cui è morto anche il generale iraniano Qassem Soleimani.

‘Non abbiamo ucciso Soilemani per un cambio di regime o per iniziare la guerra. Ma siamo pronti a qualunque risposta sia necessaria’, ha detto Trump, sottolineando che il futuro dell’Iran appartiene al popolo che vuole la pace, non ai terroristi’.

Intanto, la guida suprema iraniana Khamenei avverte il presidente: ‘Prepara le bare’. Gli Usa hanno preallertato le loro truppe di stanza a Vicenza che potrebbero essere dispiegate in Libano a difesa dell’ambasciata Usa a Beirut.

Ma gli americani bacchettano gli Stati Ue per una certa atarassia dimostrata sul blitx Usa anti Soleimani, Gli alleati europei degli Stati Uniti “non sono stati così d’aiuto come avrei desiderato”, ha detto ieri sera il Segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, parlando dell’attacco americano in Iraq in cui è stato ucciso anche il generale iraniano Qassem Soleimani.

Intervistato da Fox News, Pompeo ha affermato di avere telefonato a funzionari di vari Paesi per parlare dell’attacco: “Ho trascorso gli ultimi giorno e mezzo-due giorni a parlare con i partner nella regione, condividendo con loro cosa stavamo facendo, perché lo stavamo facendo e cercando la loro assistenza. Sono stati tutti fantastici”.

“Poi, parlando con i nostri partner in altri luoghi, che non sono stati altrettanto buoni – ha proseguito -. Francamente, gli europei non sono stati così d’aiuto come avrei desiderato che fossero”. In particolare, ha proseguito, “i britannici, i francesi, i tedeschi devono capire che quello che abbiamo fatto, quello che gli americani hanno fatto, ha salvato vite anche in Europa”.

Pompeo dimentica l’Italia, ha scritto il Corriere della Sera: “Nonostante la presenza di nostri militari in Iraq le autorità americane hanno apparentemente ignorato l’Italia nelle telefonate fatte dal sottosegretario di Stato Mike Pompeo ai principali alleati europei e non solo, visti i contatti con Mosca e l’Arabia Saudita”.

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