L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 6 gennaio 2020

la stupidità strategica degli Stati Uniti è tragica hanno educato se stessi a vivere la realtà come se fosse un grande gioco virtuale, non comprendono che nel mondo reale non si torna indietro e che ad ogni azione corrisponde una reazione e che tutto è legato insieme inestricabilmente. L'odio nei loro confronti aumenta incommensurabilmente in tutto il mondo e non solo in Medio oriente

The Guardian - L'assassinio di Soleimani potrebbe innescare la fine della presenza militare USA in Iraq


Un articolo apparso nella giornata di venerdì sul quotidiano britannico The Guardian afferma che l’assassinio del generale Soleimani, comandante della Forza al Quds del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie della Repubblica Islamica dell’Iran, potrebbe “porre fine alla presenza dell’esercito statunitense in Iraq”. 

Il pezzo di opinione ha ricordato che il generale Soleimani era "riuscito a dissanguare le forze armate statunitensi in luoghi come l'Iraq", dove avrebbe fornito un ampio supporto consultivo alle operazioni antiterrorismo di Baghdad.

Ha anche accreditato al generale la possibilità di "intrappolare gli Stati Uniti nell'iniziare la propria espulsione dall'Iraq" durante il suo impegno con il paese arabo.

'Un eroe'

L'articolo ha ricordato che Soleimani avendo aiutato l'Iraq a sconfiggere il gruppo terroristico takfiro di Daesh ha ricevuto un ampio consenso come "eroe" sia nella sua terra d'origine che nella nazione araba.

Il suo martirio, ha aggiunto, probabilmente aumenterà la sua popolarità trasformandolo in un "grido di battaglia" tra i suoi sostenitori.

"Una nuova generazione di Quds Force"

Il quotidiano britannico ha anche accreditato al generale Soleimani la formazione di una nuova generazione di militari della Quds Force, di cui si sarebbe fidato con una vasta "autorità operativa" durante il suo comando.

Fonte: PressTv
Notizia del: 05/01/2020

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