L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 18 gennaio 2020

L'economia del debito non sta bene - stagnazione, disoccupazione, aumento del debito pubblico e privato

Il denaro di domani – economisti eretici
ne discutono Galloni e Sessa

Scritto da Redazione Consul Press il 17/01/2020. Pubblicato in Media | Editoria | Rassegna Stampa.

L’eurozona, a partire dal 2008, vive una gravissima crisi economica, pari, per i drammi sociali che ha prodotto, solo a quella del 1929. Non ne siamo ancora usciti: gli indicatori dicono di una situazione di stagnazione, caratterizzata da una diffusa disoccupazione, da un aumento esponenziale del debito pubblico e privato e di una conseguente paralisi dei consumi. Il sistema capitalistico vive una crisi senza precedenti.


Risulta utile la discussione che si terrà il 21 gennaio, presso l’HoraFelix, sul volume di Montgomery Butchart: Il Denaro di domani. Economisti eretici. La prefazione è di Antonino Galloni, economista formatosi alla scuola di Federico Caffè. Si tratta di uno studio uscito, in prima edizione, alla metà degli anni Trenta. Il volume raccoglie saggi dedicati alle teorie economiche non ortodosse, i cui autori sono eminenti studiosi della prima metà del secolo XX. Come opportunamente ricorda Galloni nell’Introduzione, negli anni Trenta, nel tentativo di dare una risposta efficace alla crisi del 1929: «le idee più avanzate di politica economica e monetaria hanno preso il sopravvento sulle idee tradizionali» (p. 7).

Nessun commento:

Posta un commento