L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 14 gennaio 2020

Pastori sardi - L’impegno a portare a 1 euro a litro il prezzo del latte non è stato mantenuto mentre fioccano comunicazioni giudiziarie. Le tante promesse del fanfulla

Martedì 14 gennaio 2020 - 14:50
Prc: pastori sardi subiscono repressione come i no Tav

Altri 20 avvisi di garanzia, amnistia per i reati sociali

Roma, 14 gen. (askanews) – “Sono ormai più di mille i pastori indagati per le proteste dell’anno scorso. Gli ultimi 20 avvisi di garanzia sono arrivati tra Natale e Capodanno. Un regalo che suona come una beffa: prima la politica, Salvini in primis, ha promesso di intervenire, poi arriva la repressione. Prima delle elezioni regionali in Sardegna Salvini la sparava grossa a reti unificate: ‘Non mi alzo da questo tavolo se il latte non viene pagato un euro a litro’. L’impegno a portare a 1 euro a litro il prezzo del latte non è stato mantenuto mentre fioccano comunicazioni giudiziarie”. Lo affermano in una nota Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Prc-Sinistra europea, e Pierluigi Mulliri, segretario regionale Sardegna.

“Alla fine – sottolineano – la politica non ha avuto il coraggio di schierarsi contro gli industriali e la grande distribuzione che speculano sul lavoro degli allevatori. Le questioni poste dalla protesta sono sacrosante e non ci si può nascondere dietro al libero mercato. Non pare emergere la volontà di riformare il settore a partire dalla rivendicazione elementare che venga fissato un prezzo di riferimento del latte pari almeno ai costi di produzione che dovrebbero essere certificati da un ente pubblico e indipendente come l’ISMEA ( Istituto di servizio per il mercato agricolo). I pastori sardi subiscono la repressione come i no tav della Val di Susa o i lavoratori che protestavano a Prato perché senza stipendio da 7 mesi. Chiediamo l’abolizione delle norme che criminalizzano protesta sociale contenute nei decreti sicurezza di Salvini e l’approvazione da parte del parlamento di un provvedimento di amnistia per i reati sociali. Non è giusto che i pastori debbano passare i prossimi anni a difendersi nei tribunali”.

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