L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 6 gennaio 2020

Sovranità Territoriale, via gli Stati Uniti dall'Italia - smentire non è sufficiente, da dove sono partiti i droni?

Soleimani, la Difesa «smentisce categoricamente» che i droni siano partiti da Sigonella

5 GENNAIO 2020 - 20:09


A smentire l’ipotesi è anche lo stesso ministro degli Esteri Luigi Di Maio: «È assolutamente falso»

Il ministero della Difesa chiarisce che nessun drone è partito dalla base aerea di Sigonella per il raid americano che ha portato all’uccisione del generale iraniano Soleimani.

«In merito alle notizie apparse su alcuni organi di informazione, la Difesa – si legge in una nota – smentisce categoricamente, anche alla luce delle ottime relazioni e contatti con la controparte militare americana presente sul territorio italiano».

A smentire l’ipotesi è anche lo stesso ministro degli Esteri Luigi Di Maio che in un post Facebook chiarisce: «Da qualche giorno leggo false notizie sul fatto che il drone statunitense che ha colpito Soleimani in Iraq, sia partito dalle basi Nato italiane. È assolutamente falso. In queste ore – continua Di Maio – insieme al Ministero della Difesa siamo al lavoro per garantire la sicurezza dei nostri soldati e scongiurare una ulteriore escalation, senza clamori, senza slogan e senza iniziative improvvisate».

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