L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 16 gennaio 2020

Stati Uniti inaffidabili - che accordo si possono fare con chi straccia quello esistente e ne vuole fare un'altro?

Iran attacca: "Usa corresponsabili abbattimento aereo ucraino"


ESTERI


(Afp)

Pubblicato il: 15/01/2020 09:43

Gli Stati Uniti sono corresponsabili nell'abbattimento del Boeing 737 ucraino che ha causato le morte di 176 persone. Lo ha detto il ministro degli Esteri di Teheran Mohammad Javad Zarif intervenendo alla conferenza sulla sicurezza in corso a Nuova Delhi. "L'ignoranza e l'arroganza'' degli Stati Uniti stanno ''aumentando il caos nella regione", ha detto Zarif. Il capo della diplomazia iraniano ha definito l'abbattimento del velivolo come ''un errore imperdonabile'', affermando che è assolutamente necessario evitare che qualcosa di simile possa ripetersi. Zarif ha quindi accusato l'Amministrazione Trump di guardare solo ai suoi interessi in Medioriente.

''Non siamo interessati a negoziare con gli Stati Uniti'', ha detto ancora Zarif, aggiungendo: ''Negli ultimi due anni la nostra economia ha sofferto'' a causa delle sanzioni imposte da Washington, ha proseguito, parlando di ''centinaia di miliardi di dollari'' andati persi. ''Non abbiamo chiesto il ritiro delle forze americane dall'Iraq'', ha proseguito il capo della diplomazia di Teheran.

"La notte dell'attacco missilistico in Iraq abbiamo mandato un messaggio agli Stati Uniti attraverso la Svizzera'' spiegando che si trattava di un atto di ''autodifesa'', ha dichiarato ancora Zarif. ''Nelle ultime sere abbiamo visto che la gente è scesa per le strada di Teheran per manifestare contro il fatto che per un paio di giorni è stato mentito loro'' a proposito dell'abbattimento dell'aereo ucraino, ha aggiunto Zarif. Il ministro ha quindi lodato le Forze armate iraniane per essere state ''abbastanza coraggiose dall'assumersi presto le proprie responsabilità''.

"Avevamo un accordo con gli Stati Uniti e gli Stati Uniti lo hanno violato. Se avremo un accordo con Trump, quanto tempo durerà? Altri dieci mesi?", si è chiesto Zarif. Il capo della diplomazia iraniana ha quindi accusato i Paesi europei che hanno firmato l'accordo del 14 luglio del 2015 di non aver rispettato gli impegni presi. Ieri il premier britannico Boris Johnson aveva suggerito al presidente americano Donald Trump di sostituire all'accordo sul programma nucleare iraniano raggiungo dal gruppo dei 5+1 da un nuovo patto, ''l'accordo di Trump'', per garantire che la Repubblica islamica non si doti di armi atomiche.

"Chi sta festeggiando la morte (del generale Qassem, ndr) Soleimani? Non la gente comune. In 430 città indiane piangono la sua morte. Due persone lo stanno facendo: il presidente Trump, (il segretario di Stato, ndr) Pompeo e Daesh", ha continuato Zarif. "Agli Stati Uniti non piaceva il generale Soleimani sebbene fosse la forza più efficace contro Daesh", ha detto ancora riferendosi all'Isis con il suo acronimo in lingua araba. "Gli Stati Uniti hanno accusato Soleimani di aver tentato di scatenare una guerra colpendo quattro delle loro ambasciate. Ora sappiamo che il presidente Trump ha autorizzato l'omicidio sette mesi fa e che non vi era alcuna minaccia contro le ambasciate statunitensi", ha aggiunto il ministro degli Esteri iraniano.

"Soleimani era andato in Iraq non solo per consegnare un messaggio diplomatico al primo ministro iracheno, ma anche per calmare gli iracheni che erano infuriati con gli Stati Uniti per l'uccisione di 25 membri delle forze armate irachene dopo l'omicidio di un contractor Usa", ha concluso.

Intanto, nel corso di un discorso trasmesso dalla televisione di Stato, il presidente iraniano Hassan Rohani ha puntato il dito contro gli Usa accusandoli di aver reso la regione del Medioriente ''insicura''. Rohani ha affermato che Washington dovrebbe chiedere scusa a Teheran per i ''precedenti crimini'' commessi nella regione. "Oggi - ha dichiarato ancora - le forze americane presenti nella regione non sono al sicuro". Il presidente iraniano Hassan Rohani ha quindi sottolineato come ''le forze del Paesi dell'Unione europea in Medioriente potrebbero in futuro non essere al sicuro''. Rohani ha poi aggiunto che ''tutte le forze straniere devono lasciare il Medioriente''.


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