L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 8 febbraio 2020

I dazi e l'esclusione dei cinesi dal 5G diventa un boomerang per Google, per gli Stati Uniti. Chi di spada ferisce di spada perisce

Cosa faranno Huawei, Xiaomi, Oppo e Vivo in funzione anti-Google

8 febbraio 2020


Huawei, Xiaomi, Oppo e Vivo pronti a sfidare Google con una piattaforma unica per le app

Cina al contrattacco contro gli Usa. Meglio, Huawei contro Google, insieme a Xiaomi, Oppo e Vivo. I 4 colossi cinesi degli smartphone hanno deciso di unire le forze per creare una piattaforma unica per le app, in concorrenza diretta a Google, come annunciato in esclusiva da Reuters.

Ecco i dettagli.

L’ALLEANZA

L’alleanza cinese cui hanno dato vita i 4 colossi della telefonia, Huawei, Xiaomi, Oppo e Vivo (che insieme hanno rappresentato il 40% delle vendite mondiali di smartphone nel quarto trimestre del 2019 , secondo IDC), si chiama Global Developer Service Alliance (Gdsa) e punta a rendere più facile, per gli sviluppatori, portare le app sui dispositivi delle quattro compagnie.

PIATTAFORMA APERTA

La piattaforma che nascerà dalla collaborazione consentirà a chi sviluppa applicazioni fuori dalla Cina, spiega la stampa cinese, di pubblicare le proprie app simultaneamente sui negozi delle quattro aziende. La Gdsa “serve esclusivamente a facilitare l’upload delle applicazioni da parte degli sviluppatori nei rispettivi app store di Xiaomi, Oppo e Vivo”, ha spiegato Xiaomi in una nota.

LA TEMPISTICA

Secondo quanto rivelato da Bloomberg, invece, la piattaforma dovrebbe essere lanciata a marzo in 9 diversi mercati, tra cui India, Indonesia e Russia, ma lo sviluppo del coronavirus in Cina potrebbe ritardare tutto a data destinarsi. Il settore tecnologico, in Cina, è al momento in un limbo con alcune aziende che hanno cancellato le conferenze stampa di lancio di alcuni prodotti fissate per febbraio.

STRATEGIA

Ogni azienda porterà nell’alleanza mercati diversi da conquistare e ogni società cercherà di sfruttare i vantaggi reciproci in diverse regioni, secondo l’analista di Canalys, Nicole Peng. “Xiaomi ha una base di utenti molto ampia in India, e Vivo e OPPO nel sud-est asiatico hanno registrato ottimi risultati, mentre Huawei ha un gran numero di utenti in Europa”.

CONCORRENZA A GOOGLE

“Le aziende potranno anche sviluppare grande potere di negoziazione contro Google”, ha aggiunto Nicole Peng. Sicuramente, l’operazione ha come obiettivo quello di sfidare la posizione dominante di Google. E non è escluso che per raggiungere l’obiettivo, la Global Developer Service Alliance possa incentivare gli sviluppatori a creare app per gli store delle 4 compagnie.

PRUDENTE XIAOMI

Non si tratta di una sfida diretta a Google, invece, per Xiaomi che in una nota tende a restare prudente: “Non vi è alcun intento competitivo tra questo servizio e Google Play Store”.

LA QUESTIONE HUAWEI

Se non sarà concorrenza, l’Alleanza rappresenta certamente una rivincita per Huawei , unico tra le 4 aziende ad aver perso, lo scorso anno, l’accesso ai servizi di Google nei mercati internazionali, dopo che gli Stati Uniti hanno vietato ai fornitori americani di vendere beni e servizi all’azienda cinese, per motivi di sicurezza nazionale.

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