L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 25 febbraio 2020

La borgatara imbarca tutti

Arrestato Domenico Creazzo, chi è il consigliere vicino a Oliverio prima ed eletto in FdI poi

Stavolta è un vero record: il primo arresto della legislatura avviene ancora prima della convocazione del primo Consiglio regionale della seduta. A realizzarlo il consigliere regionale che il Pd non ha voluto nelle proprie liste. Ha trovato poi spazio nel partito di Giorgia Meloni

di Riccardo Tripepi 
25 febbraio 2020 14:39

Nonostante il cartello messo in bella mostra all’ingresso, palazzo Campanella si conferma assai vulnerabile rispetto ai condizionamenti della ‘ndrangheta.

L’operazione messa in atto dalla Dda di Reggio Calabria che ha colpito duramente la locale operante a Sant’Eufemia d’Aspromonte ha fatto finire agli arresti domiciliari Domenico Creazzo, consigliere regionale eletto nella circoscrizione Sud alle elezioni dello scorso 26 gennaio arrivando primo nella lista di Fdi con oltre 8mila preferenze.

La Dda di Reggio Calabria ha chiesto al Parlamento l’autorizzazione a procedere all’arresto del senatore Marco Siclari.
Si tratta di un vero e proprio record stavolta: un consigliere regionale finisce ai domiciliari ancora prima della convocazione della prima seduta di Consiglio della nuova legislatura.

Un bruttissimo colpo anche per il partito e Giorgia Meloni che, appena qualche mese fa, avevano dovuto fare i conti con l’arresto di un altro big del calibro di Alessandro Nicolò. Una situazione grave per la quale la Meloni aveva inviato a Reggio il commissario Edmondo Cirielli senza risolvere il problema, almeno secondo quanto sostiene la Dda.

La candidatura di Creazzo, del resto, era stata assai discussa già dal principio. Uomo vicino al centrosinistra, sindaco di Sant’Eufemia, è stato tra i primi cittadini a firmare la famosa petizione a sostegno della candidatura di Mario Oliverio quando la stessa era ancora in discussione. Del resto proprio l’ex governatore lo aveva voluto presidente del Parco Nazionale d’Aspromonte, seppure facente funzione, dopo l’uscita di Giuseppe Bombino.

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Il Pd, però, non lo ha voluto nelle sue liste e lui ha presto trovato spazio dentro Fdi dove è stato sostenuto anche dell’ex gruppo di riferimento di Giuseppe Scopelliti. Un personaggio politico assai controverso, dunque, che adesso dovrà dimostrare la propria innocenza. Al suo posto, non appena saranno completate le procedure da parte della Prefettura, dovrebbe entrare in Consiglio per effetto della surroga e fino al termine della misura cautelare, il primo dei non eletti nel collegio sud e cioè il vicesindaco di Locri Raffaele Sainato.

Il colpo subito da Fdi potrebbe avere delle influenze notevoli anche in relazione alla competizione elettorale di Reggio che a maggio sarà chiamata a rinnovare l’Amministrazione comunale. Fdi aveva, ed ha, intenzione dire la sua sul candidato sindaco, ma la frangia del partito che faceva leva sui voti di Creazzo adesso dovrà necessariamente fare un passo indietro.

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