L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 24 febbraio 2020

La Strategia della Paura e del Caos è quella che esporta gli Stati Uniti


Diplomazia russa spiega perché Usa hanno bisogno d'instabilità in Medio Oriente
© AP Photo / Hussein Malla
13:13 23.02.2020

Alcune forze dell'establishment statunitense sono interessate al mantenimento dell'instabilità in Medio Oriente per "pescare in acque agitate", ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo Mikhail Bogdanov.

"A volte sembra che alcune forze dell'élite americana non siano interessate alla normalizzazione, ma al contrario alla destabilizzazione dell'area mediorientale. Con lo scopo di sfruttare l'incertezza politica ed i conflitti perenni, come si suol dire pescare in acque agitate. In questo contesto è da inquadrare l'uccisione di Soleimani che, per inciso, ha dato un contributo significativo alla lotta contro il terrorismo, in particolare alla sconfitta dell'Isis", ha dichiarato Bogdanov in un'intervista al settimanale greco To Vima.

D'altra parte, ha osservato Bogdanov, negli Stati Uniti si sentono dichiarazioni di altro genere, come ad esempio quando il presidente americano Donald Trump ha parlato in un discorso al Congresso della volontà di "porre fine alle guerre in Medio Oriente" e di ritirare o almeno ridurre la presenza delle forze armate statunitensi nei punti caldi.
"La realizzazione di questi piani migliorerebbe sicuramente la situazione nella regione", ha sottolineato Bogdanov.

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