L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 25 febbraio 2020

Togati malati - è abitudine della Cassazione quando si tratta di n'drangheta di far ripetere il giudizio d'Appello, niente è un caso

'Ndrangheta, operazione "Romanzo Criminale": scarcerato Alessandro Bartalotta

Corriere della Calabria 
25 febbraio 2020

Il provvedimento di scarcerazione interviene anche a seguito della pronuncia della Cassazione che pochi giorni fa ha annullato la sentenza di condanna emessa dalla Corte di Appello di Catanzaro 

CATANZARO La Corte di Appello di Catanzaro, su istanza dei legali Antonio Lomonaco e Salvatore Staiano, ha disposto l’immediata liberazione di Alessandro Bartalotta, ristretto in carcere poiché accusato di far parte del clan Patania di Stefanaconi. Il provvedimento di scarcerazione interviene anche a seguito della pronuncia della Cassazione che pochi giorni fa ha annullato la sentenza di condanna emessa dalla Corte di Appello di Catanzaro, disponendo un nuovo giudizio di secondo grado. 

Associazione mafiosa, usura, estorsione, danneggiamenti, detenzione e porto illegale di armi da fuoco i reati, a vario titolo, contestati agli imputati. Gli omicidi ed i tentati omicidi, consumati nell’ambito della faida che ha visto contrapposti i Patania al clan dei Piscopisani da un lato e gli stessi Patania contro la consorteria dei Bartolotta-Calafati-Meddis di Stefanaconi dall’altro, sono già stati oggetto di un separato processo a Catanzaro nato da altra operazione antimafia denominata “Gringia”. 

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