L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 15 febbraio 2020

Togati malati - le tesi difensive vengono accolte e si passa dagli otto anni e mesi dieci a tre anni e quattro mesi. Anche in Appello si possono aggiustare i processi

‘Ndrangheta, operazione “Grifone”: scarcerato uno degli imputati

14 Febbraio 2020

Si tratta dell’inchiesta che nell’estate del 2017 ha colpito le cosche Santaiti di Seminara e Alvaro di Sinopoli


Dopo due anni e sei mesi di custodia cautelare si aprono le porte della Casa circondariale di Palmi per Antonino Romeo, 40 anni di Sinopoli, tratto in arresto in nell’agosto del 2017 nell’ambito dell’operazione “Grifone” che ha colpito le cosche Santaiti di Seminara e Alvaro di Sinopoli.

La Corte di Appello di Reggio Calabria (presidente Olga Tarzia), in accoglimento dell’istanza del difensore di Romeo, l’avvocato Luigi Luppino, ha disposto la sostituzione della misura carceraria con quella degli arresti domiciliari. La Corte reggina, condividendo le argomentazioni della corposa istanza difensiva, ha evidenziato il venir meno del pericolo di reiterazione del reato, considerato il periodo di sofferta misura cautelare, a fronte di una condanna in grado di appello a tre anni e quattro mesi di reclusione in luogo degli anni otto e mesi dieci di condanna in primo grado.

L’inchiesta è stata coordinata dalla Dda di Reggio Calabria e condotta dalla Squadra Mobile reggina e dagli agenti del commissariato di Palmi. Un’indagine finalizzata alla disarticolazione del clan Santaiti di Seminara, specializzato nel traffico e nello spaccio di droga e reati in materia di armi, estorsioni e furto di notevoli quantità di legname.

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