L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 9 marzo 2020

16 marzo il Mes, la polmonite virale può aspettare. Euroimbecilandia si denota

POLITICA
Lunedì, 9 marzo 2020 - 16:44:00
"L'Italia chieda di stoppare il Mes". Di Battista in pressing sul governo
Durissimo post firmato con Ignazio Corrao e Barbara Lezzi


"L'Italia deve avanzare una sola richiesta per il prossimo Eurogruppo: lo stralcio della discussione sul Mes e l'inserimento, come unico punto possibile, dell'emergenza coronavirus. È chiaro che, se così non fosse, spetterà al Parlamento italiano porre la parola fine a questa discussione non approvando la ratifica". Così su Facebook Alessandro Di battista, in un post firmato con Ignazio Corrao e Barbara Lezzi. "Assurdo: prima l’approvazione del Mes, poi il backstop per mettere al sicuro le grandi banche (come la Deutsche Bank) e infine, se resta tempo, l’emergenza coronavirus. Questo è l’ordine del giorno dell’Eurogruppo che si terrà lunedì prossimo. Tanto per rendere chiaro a tutti l’ordine di priorità delle cose - si aggiunge - Non è accettabile. L'Eurogruppo ha il dovere di discutere e assumere decisioni rispetto agli aiuti necessari al nostro Paese e al resto d'Europa in questo momento di emergenza. Rafforzare i sistemi sanitari, sostenere gli investimenti pubblici e privati e introdurre sistemi di indennizzi per le imprese costrette alla chiusura o che hanno perso quote significative di ricavi a causa del coronavirus".

"Le emergenze sono veloci, non attendono le macchinose procedure europee. È il momento di adeguare l'azione dell'Europa alle richieste dei cittadini europei. L'ordine del giorno dell'Eurogruppo del prossimo 16 marzo 2020 è da considerarsi, da parte dell'Italia, oltraggioso - si aggiunge - L'unica risposta possibile è, dunque, un rigetto ancor più rigido e radicale (che andava già fatto a prescindere dalla tempistica) del trattato da parte del nostro Stato, che è il terzo “azionista-contributore” (17.9% equivalenti a circa 16.3 miliardi di euro) di un fondo a cui potrebbe accedere solo a determinate e onerose condizioni"."Questa riforma, di fatto, va a peggiorare un meccanismo già negativo per i nostri interessi nazionali", conclude Di Battista.

Mes: senatori M5s, non e' priorita' - "I colleghi di tutta Europa si devono render conto che l'urgenza contingente non puo' essere il Mes e la sua eventuale approvazione. In un momento storico in cui l'economia si ferma a causa dell'emergenza Coronavirus non e' possibile che la priorita', come risulta dall'ordine del giorno del prossimo eurogruppo, sia la discussione sul Mes e sul suo meccanismo che dovrebbe mantenere la stabilita' economica nell'Unione. Anche solo pensare di parlare di stabilita' e contenimento della spesa in un momento del genere e' fuori luogo". Lo affermano i senatori M5s Gabriele Lanzi, Danila De Lucia, Mario Michele Giarrusso, Elio Lannutti, Susy Matrisciano, Giulia Lupo, Vincenzo Santangelo, Orietta Vanin, Michela Montevecchi, Nicola Morra, Emma Pavanelli, Simona Nocerino, Marco Croatti, Pasqua L'Abbate, Barbara Guidolin, Rosa Silvana Abate, Fabrizio Ortis, Margherita Corrado, Daniela Donno e Sabrina Ricciardi. "L'Europa - concludono in una nota - deve essere unita e le parole d'ordine devono essere altre: netto ripensamento dei vincoli, rilancio, aumento della spesa per gli investimenti. Altri discorsi possono essere rimandati in autunno".

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