L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 23 marzo 2020

Anche la Protezione Civile si allinea al terrorismo sulla polmonite virale innestata dal circo mediatico

Per Istituto Superiore di Sanità al momento 3,4% di morti sono per Coronavirus
Perché la Protezione civile non si attiene a questi dati?

di Francesco Santoianni
18 marzo 2020

Solo 12 i decessi per Coronavirus. Lo rivela con il titolo "Coronavirus, l’Istituto Superiore di Sanità: “Solo 12 le persone decedute senza patologie pregresse” non già qualche sito “complottista”, ma il quotidiano La Stampa riportando uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità che evidenzia come su 355 cartelle cliniche esaminate, su un totale di 2.003 pervenute, solo 12 decessi sono avvenuti in assenza di gravi patologie che potrebbero, verosimilmente, avere determinato la morte.

Quindi, proiettando il risultato dello studio, solo il 3,4 del numero di “Decessi” comunicati ogni giorno senza nessun’altra indicazione dalla Protezione civile (se non una farisaica dicitura “In attesa di conferma da parte dell’Istituto di Sanità”) sono ascrivibili al Coronavirus. Per capirci, il numero dei deceduti fino a oggi per Coronavirus non sarebbe 2.503 ma (3.4 % di 2.503) 85.

Tra l’altro, ci sarebbe da chiedersi perché la Protezione civile, per evitare il diffondersi di un terrore che sta paralizzando l’Italia, non si fosse preso la briga, ben prima della pubblicazione di questo studio dell’Istituto Superiore di Sanità, di dare una occhiata a quello che è al momento il più accurato studio sulla effettiva mortalità da Coronavirus condotto su 1099 corpi, con COVID-19 confermato in laboratorio, provenienti da 552 ospedali cinesi; studio certificato da colui che è unanimemente considerato il maggior esperto al mondo della questione, Antony Fauci, al quale faceva riferimento in Prof. Giulio Tarro in una nostra intervista di qualche giorno fa. Studio dal quale esce fuori che il tasso di letalità (numero dei morti sul numero degli infettati) del Coronavirus è circa dello 0,1%.

Anche per questo, ci aspettiamo che la Protezione Civile, visto che l’Istituto Superiore della Sanità è la struttura che ufficialmente supporta il Governo, faccia sparire il “numero dei deceduti, in attesa di conferma da parte dell’Istituto Superiore di Sanità” sostituendolo con un più veritiero “numero dei deceduti per Coronavirus, stimati dell’Istituto Superiore di Sanità”. E, visto che ci siamo, faccia sparire anche quel “numero di contagiati”. Sono certamente di più considerato che le Regioni - alla rinfusa, senza alcun coordinamento da parte del Governo e senza rispettare nessuno standard nazionale - i tamponi li ha fatti solo a persone considerate “a rischio” (e cioè che manifestavano sintomi “sospetti” o che dichiaravano di aver potuto subire il contagio). Fossero stati fatti, come in molte nazioni del mondo, tamponi a campioni indiscriminati di popolazione per fini meramente statistici, forse oggi ne sapremmo di più sul Coronavirus e sul contagio in Italia.

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