L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 19 marzo 2020

Ancora una prova che lo spread dipende dalla Bce per le anime candite del politicamente corretto e per tutti gli euroimbecilli italiani

Come si infiamma lo spread e come la Bce spegne il fuoco tramite Bankitalia

18 marzo 2020


Le tensioni sulle piazze finanziarie degli Stati europei. L’andamento dello spread. E l’intervento del sistema delle banche centrali tramite la Banca d’Italia. Numeri, fatti e commenti

Una forte volatilità e la paura per una recessione globale provocata dalla pandemia di Coronavirus, nonostante le misure aggressive di sostegno varate da Governi e banche centrali, tengono in scacco le Borse europee, con ribassi generalizzate sulle piazze finanziarie degli Stati europei.

GLI UMORI DEL MERCATO

Evidentemente, i maxi interventi di governi e banche centrali a sostegno dell’economia e del sistema finanziario non bastano a spingere verso l’alto i mercati europei, con gli investitori che faticano a ritrovare fiducia, preoccupati che le misure varate non siano comunque sufficienti a evitare conseguenze disastrose per il sistema economico-finanziario.

SPREAD IN TENSIONE

Inversione a ‘U’ per i BTp scambiati sul secondario telematico Mts. I titoli italiani – sostenuti sul mercato dall’intervento della Banca d’Italia per conto del Sebc – sovraperformano rispetto agli altri titoli del debito sovrano europeo, ha scritto Radiocor. Il differenziale di rendimento con i Bund dopo aver toccato i massimi da 7 anni sopra quota 320 ripiega ed è indicato sotto i 250 punti (249) con il rendimento che scende al 2,25% dopo aver superato nella difficilissima mattinata il 3 per cento. Spread in calo anche sulla parte breve della curva con il BTp 2021 che rende l’1,34% (sopra il 2% stamani) e lo Spread che si chiude a 215 punti base.

IL TWEET DELL’ANALISTA DI LITURRI

Alle 10,30 è arrivata la Cavalleria e il BTP decennale ha arrestato una pericolosa corsa.
Ove mai fosse necessario, ecco la definitiva pietra tombale su tutte le menzogne sullo #spread.
Arriva la #BCE ed in 30 minuti il rendimento scende di 40 punti.


CHE COSA DICE LA BANCA D’ITALIA

Il sistema europeo delle banche centrali, tramite la Banca d’Italia, sta intervenendo “per assicurare condizioni ordinate sul mercato”. Lo riferiscono al mercato fonti di Bankitalia, precisando che “gli interventi sono flessibili sia nel timing che nei mercati di riferimento, e continueranno finché c’è ne sarà bisogno”. L’azione chiarisce – dicono le fonti “se i mercati avessero ancora dubbi, la natura delle decisioni prese” dalla Bce.

IL REPORT PUBBLICATO DA MF

Un report oggi dell’agenzia Scope Rating “aiuta a capire perché i mercati stanno vendendo Btp in maniera così veloce e massiccia”, scrive Mf/Milano Finanza: “L’impatto sulle finanze pubbliche, spiega Giacomo Barisone, head of public finance, “sarà molto significativo e aumenterà i rischi soprattutto per i Paesi che hanno già una crescita bassa o quelli con elevati livelli di debito, vulnerabilità esterne o fragilità del sistema finanziario”. A questo punto Scope cita, fra i Paesi i cui rating sovrani potrebbero avere maggiori probabilità di essere colpiti, la Cina (il rating ora è A + / Negativo), secondo motore al mondo dopo gli Stati Uniti, il Giappone (A + / Stabile), ma anche l’Italia (BBB + / Stabile) e la Turchia (BB- / Negativo)”.

LA GIORNATA IN BREVE

Febbre a 40 sui mercati. Wall Street apre ancora in calo del 6,39%. Boeing perde il 18% dopo la richiesta di 60 miliardi di dollari di aiuti. Nuovo ribasso del greggio, il Wti scende a 25 dollari al barile per la prima volta dal 2002, mentre il Brent scende sotto i 28 dollari e viaggia attorno ai 27,5 dollari. Sui listini europei non basta l’annuncio della Bce “pronta a nuove misure”. Parigi è la peggiore, nonostante il blocco alle vendite allo scoperto, che è ininfluente ormai anche in Piazza Affari, che perde il 2,5%. Dopo essere schizzato a 322, lo spread resta alto ma scende a 292 punti. L’oro (+0,65%) si mantiene sopra i 1.500 dollari l’oncia. In rosso tutti gli indici settoriali ad eccezione dei telefonici e della distribuzione alimentare. La sterlina affonda e vede i minimi da oltre 30 anni.

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