L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 3 marzo 2020

Avvocati contro Gratteri avvocati contro Davigo avvocati contro la prescrizione più che un'associazione di liberi professionisti parrebbe una consorteria contro la legalità

Gratteri, gli avvocati di Firenze contro la cittadinanza onoraria al magistrato calabrese


Il presidente della Camera penale critica una delle motivazioni: «Il magistrato ha smantellato i clan vibonesi? I giudici non si sono ancora pronunciati»
di Redazione 
2 marzo 2020 
16:26

123 condivisioni
Nicola Gratteri




«Debbo esprimere la ferma contrarietà della Camera penale di Firenze a questa improvvida iniziativa». Così il presidente della Camera penale fiorentina Luca Bisori commenta, in una lettera aperta indirizzata al sindaco di Firenze Dario Nardella e al presidente del consiglio comunale Luca Milani, la mozione a favore dell'attribuzione della cittadinanza onoraria al procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, che sarà discussa oggi in Consiglio.


Ad essere contestata è parte della motivazione. In particolare la contrarietà della Camera penale, spiega sempre Bisori, deriva da un passaggio contenuto nella premessa della mozione, in cui si afferma «che il dottor Gratteri nella notte tra mercoledì 18 dicembre 2019 e giovedì 19 dicembre 2019 ha guidato una mega-operazione che ha smantellato le cosche di 'ndrangheta del Vibonese ricostruendo legami e affari tra imprenditoria, politica e massoneria deviata, che ha permesso l'arresto di oltre 330 persone».



«Sorprende – afferma Bisori – che la politica reputi doveroso schierarsi al fianco di quel magistrato nel corso (ed anzi, all'inizio) di una specifica indagine, quasi a voler ratificare con le forme solenni dell'onorificenza cittadina l'indiscutibile verità di una imputazione la cui fondatezza, come vuole la Costituzione, dovrà essere sottoposta a un giudice e vagliata nel contraddittorio con la difesa, secondo le regole proprie dello Stato di diritto».

«Sconcerta insomma – prosegue –, l'idea sbrigativa e illiberale della giustizia penale che sottende la proposta di mozione».

Nessun commento:

Posta un commento