L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 19 marzo 2020

Cosa ci sta a fare lo stato se non interviene in maniera decisa e faccia stimolo economico sotto forma di spesa pubblica, servono soldi e non elemosine governo italiano avvertito, dubbio che capiscono

Coronavirus, Roubini: “Il governo dia 1.000 dollari a tutti i cittadini”

18 Marzo 2020, di Alberto Battaglia

L’impatto economico dell’emergenza coronavirus “sarà più forte di quello della crisi finanziaria” del 2008, per quanto più breve. Ad affermarlo è uno degli economisti la cui popolarità è legata proprio alla previsione della crisi finanziaria del 2008, Nouriel Roubini, anche per questo soprannominato Doctor Doom (ovvero, “Dottor Destino”).

“Per ora, non c’è molto di cui essere ottimisti”, ha detto l’economista della New York University, “e ciò che possiamo sperare è che possa arrivare lo stimolo giusto – e deve essere qualcosa pari almeno al 3% del Pil”, ha aggiunto riferendosi alle importanti spese in deficit che i governi dovranno mettere in campo per sostenere i redditi delle famiglie ed evitare fallimenti delle imprese. “Sarà un recessione molto grave, ma breve”, ha dichiarato.

Un assegno da 1000 dollari per tutti

Secondo Roubini, la sospensione di gran parte delle attività economiche potrebbe comportare un impatto sui redditi che lo stato federale dovrebbe incaricarsi di sostenere direttamente – e in tempi rapidi. La proposta dell’economista, che va nella stessa direzione di quella discussa in queste ore dal presidente Trump e dal segretario del Tesoro Steven Mnuchin, consiste nell’accreditare 1.000 dollari a ciascun residente americano. Senza distinzioni fra occupati, disoccupati, autonomi o dipendenti.

“Non importa se sei giovane, vecchio, impiegato, disoccupato, studente, precedentemente impiegato, parzialmente impiegato….”, ha detto l’economista della New York University, “tutti avranno bisogno di 1.000 dollari o altrimenti finiremo nella Grande Depressione”.

La necessità di uno stimolo economico sotto forma di spesa pubblica si rende necessario, secondo Roubini, anche alla luce del fatto che la Federal Reserve ha fatto tutto il possibile: i tassi sono stati riportati a zero, e il Qe è ripartito a pieno regime attraverso l’acquisto di Treasuries e Mbs.

Il Congresso Usa, per approvare il piano di sostegno ai redditi delle famiglie avrebbe bisogno di un consenso allargato a tutte le forze politiche. Repubblicani e Democratici, comunque, sembrano concordi sulla necessità di approvare un sostegno economico sul modello già sperimentato nel 2008.
Allora, l’Economic Stimulus Act fornì mediamente 600 dollari a persona, con una spesa pari a 100 miliardi di dollari nel giro di pochi mesi. Oggi come allora si pensa di far fluire il denaro nelle tasche dei cittadini attraverso l’Internal Revenue Service, l’equivalente americano dell’Agenzia delle entrate.

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