L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 13 marzo 2020

Defender Europe 2020 - La polmonite virale ridimensiona il gioco ai soldatini ideati dagli statunitensi

I soldati statunitensi non sono immuni al Coronavirus: ridotto il contingente in Europa

12 Marzo 2020 - 19:53 

Esercitazione Defender 20 rivista a causa dell’emergenza Coronavirus: i soldati americani impegnati sul territorio europeo saranno meno dei 20.000 inizialmente previsti.


20.000 soldati americani in Europa? No, il numero dei militari impiegati per la missione Defender Europe 20 - che vedrà coinvolti 19 Paesi della Nato - sarà molto più basso rispetto a quello preventivato. Il motivo? Semplice: l’emergenza Coronavirus che con il passare dei giorni sta interessando sempre più Paesi d’Europa e del mondo (Stati Uniti compresi).

Ha fatto molto discutere in questi giorni lo sbarco dei primi militari statunitensi che saranno impegnati nell’esercitazione Defender Europe 20, missione decisa molto prima dell’esplodere dell’emergenza Coronavirus per potenziare le infrastrutture nelle zone dell’est Europa e per mettere pressione alla Russia.

Uno degli argomenti di discussione è stata la mancanza della mascherina da parte dei soldati statunitensi atterrati in Germania (e non in Italia come si legge su alcuni post di Facebook); un’immagine che ha portato molte persone a ritenere che questi fossero immuni dal Coronavirus, probabilmente per merito di un vaccino tenuto nascosto al resto della popolazione.

A spiegare che non si tratta di un’invasione segreta (dopo noi di Money.it che in un articolo di approfondimento abbiamo fatto chiarezza sulle motivazioni reali dello sbarco dei 20.000 soldati statunitensi in Europa) è stato anche Luca Frusone (Movimento 5 Stelle, deputato Presidente della Delegazione Italiana presso l’Assemblea Parlamentare della NATO), il quale ha precisato che l’esercitazione oltre a non svolgersi sul territorio italiano non coinvolge neppure reparti delle Forze Armate del nostro Paese.

Ma a smentire qualsiasi teoria del complotto c’è un ulteriore fattore: proprio perché i militari americani, così come quelli degli altri Paesi che parteciperanno alla missione, non sono immuni al Coronavirus, la NATO ha deciso di fare un passo riducendo il contingente previsto.

After careful review of the ongoing #DefenderEurope 20 exercise activities and in light of the current #Coronavirus outbreak, we will modify the exercise by reducing the number of U.S. participants: https://www.eucom.mil/news-room/pressrelease/41087/exercise-defender-europe-20-update …@USArmyEurope

Soldati statunitensi immuni al Coronavirus? No, la Nato modifica la missione Defender 20

Era già nell’aria, ma adesso è ufficiale: non saranno 20.000 i soldati americani impegnati sul territorio europeo per la missione Defender Europe 20.

Lo ha annunciato il generale Christopher Cavoli, comandante dell’Esercito USA di stanza in Europa che tra l’altro è risultato positivo al tampone, spiegando che i recenti sviluppi riguardo all’emergenza Coronavirus hanno portato la NATO a rivedere i propri piani.

Nel dettaglio, Cavoli ha dichiarato che “alla luce dell’attuale epidemia di Coronavirus abbiamo deciso di ridurre il numero di soldati statunitensi alle esercitazioni Defender 20”.

Ma d’altronde non poteva essere altrimenti visto che lo stesso Donald Trump - che la scorsa settimana minimizzava sulle conseguenze da Coronavirus - oggi ha deciso di introdurre regole più severe per limitare il contagio, bloccando ad esempio tutti i voli dall’Europa.

Un cambio di strategia che quindi andrà ad interessare anche le truppe statunitensi: l’US Army in Europe, infatti, ha spiegato che la “protezione della salute delle nostre Forze Armate” - così come quella di alleati e partner - “è una delle nostre principali preoccupazioni”.

L’epidemia da Coronavirus, quindi, viene presa sul serio anche dalle istituzioni statunitensi ed è per questo che il contingente impiegato nell’esercitazione Defender 20 è stato ridotto (il nuovo numero non è stato ancora reso noto).

Nessun commento:

Posta un commento