L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 1 marzo 2020

E' il momento di chiedere ai soldati statunitensi di andarsene via dal nostro territorio, sono più di settanta anni che ci occupano

GLI STATI UNITI? NON SEMBRANO PROPRIO AMICI DELL’ITALIA

Pubblicato 01/03/2020
DI FRANCESCO ERSPAMER


Leggete la pagina ufficiale del dipartimento di stato americano sull’Italia (copio il link nei commenti). Ricordando che gli Stati Uniti fanno finta di essere un paese amico e un nostro grande alleato.
Il primo paragrafo invita i cittadini americani a non andare in Italia se non in caso di necessità; è il livello tre, come per la Cina, la Corea del Sud e (ovvio) l’Iran. Non gli è parso vero, all’amministrazione Trump, di fare a prezzo zero un favore a Salvini, Renzi e Berlusconi, e uno sgambetto a un governo meno servile dei precedenti. Infatti CNN, nel riportare la notizia, ha dato evidenza solo alla reazione del presidente di Federalberghi, tale Barnabò Bocca, e alla sua accusa al governo italiano di non aver fatto abbastanza per contenere il coronavirus, trattandolo come se fosse un esperto, uno scienziato, insomma obiettivo; e trascurando invece il piccolo dettaglio che è stato un senatore di Forza Italia, oltre al fatto che la sua fulminante carriera è avvenuta nella catena alberghiera del padre.
Ma ancora più interessante è il secondo paragrafo del comunicato del governo americano. Eccone la traduzione integrale: “Il rischio di terrorismo resta identico. L’Italia presenta un radicato rischio causato da gruppi terroristi che continuano a pianificare attacchi in Italia. I terroristi possono attaccare all’improvviso, prendendo di mira località turistiche, nodi ferroviari, mercati e centri commerciali, uffici governativi, alberghi, ristoranti, luoghi di culto, parchi, eventi sportivi e culturali, scuole, aeroporti e altri luoghi pubblici”. È ciò che sino a ieri meritava all’Italia il livello 2, come la Francia, l’Inghilterra e la Germania; con la curiosa differenza che in questi paesi di sanguinosi attentati terroristici ce ne sono stati mentre in Italia no. Come a dire, quando ci sono pretesti per attaccare l’Italia, si amplificano, e quando non ci sono, si inventano. Ma i finti nazionalisti italiani sono tutti filoamericani.
Potrebbe invece essere l’occasione per invitare i ventimila soldati americani stazionati in Italia ad andarsene, per evitare il coronavirus, oltre che le persistenti minacce terroristiche. Che se ne tornassero negli Stati Uniti, il paese degli omicidi quotidiani (a parità di popolazione, sei volte più numerosi che in Italia) e delle stragi settimanali (l’ultima un paio di giorni fa in Minnesota, cinque persone ammazzate da un impiegato incazzato; dall’inizio dell’anno è la quarta) che però non fanno notizia.

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