L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 13 marzo 2020

Euroimbecilandia vuole il Mes, strumento del Progetto Criminale dell'Euro, e lo otterrà. L'Italia il 16 marzo non deve sottoscriverlo

Il MES ci ammazzerà più del Coronavirus

11 Marzo 2020

Antonino Galloni

di Riccardo Corsetto

L’amico ed economista Nino Galloni, già direttore generale del Ministero del Lavoro, sovranista tra i pochi ancora presenti in Italia a battersi con garbo e preparazione contro il Totem inviolabile della moneta unica europea, spiega in questa intervista, con semplicità estrema, cosa sta avvenendo in questi giorni, dietro le righe dell’emergenza sanitaria.
Leggete la trascrizione o ascoltate con attenzione il video, perché né vale non più del nostro futuro, ma del nostro presente. L’Euro è alla resa dei conti, così come la nostra pancia e i nostri sogni.
In sostanza L’UE lunedì ha calendarizzato un Odg che prevede l’introduzione del MES, lo strumento usuraio SalvaStati, che in realtà li ammazza, scegliendo in questo momento di emergenza sanitaria la data di lunedì per discuterne l’applicazione. Non potevano aspettare la fine dell’emergenza? Il MES per spiegarla a un bambino è come un mutuo immobiliare nel quale la banca decide in casa tua sapendo dall’inizio che non avrai mai le risorse per riscattarla. Non servono gli accademici per spiegarla la realtà. Anche perché la maggior parte degli economisti sono come i sismologi che sanno solo che prima o poi ci sarà un terremoto ma non sanno dire né dove né quando.
In un momento, come questo, in cui l’UE dovrebbe interrogarsi su come fornire assistenza, non certo ulteriore USURA – visto che tra l’altro la nostra economia ha dovuto fermarsi non per ragioni strutturali, bensì per ragioni circostanziali – questi signori burocrati che nessuno in Italia ha votato ragionano su come prestare USURA o MES, ovvero catene, a un Paese passato per tre guerre d’indipendenza e due guerre mondiali.
Coronavirus segna la fine del principio di sussidiarietà europea, che non è mai esistito. Francesi e tedeschi ci hanno attaccato il virus, accusando noi di essere untori, e nemmeno le mascherine ci hanno prestato. Adesso la Germania teme che l’euro crolli, visto che i crucchi saranno i primi a farsi male da una eventuale fine dell’Euro e sono i primi ad avere interesse che l’Euro sopravviva.
I licenziamenti in Italia si contano ormai più dei contagiati. Le imprese sono ferme. Le micro e le medie, ma anche le grandi imprese rischiano, visto che il genio di Conte e la Consob non hanno sospeso le borse come hanno fatto a WallStreet evitando che i ribassisti speculassero sulla perdita dei titoli italiani, vendendoli a nudo e ricomprandoli generando profitto come in una bisca criminale qualunque.

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