L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 14 marzo 2020

Gli Stati Uniti continuano a fare bombardamenti umanitari, cosa stanno a fare in Siria ed Iraq?

Nuovi venti di guerra : Caccia USA tornano a bombardare l’Irak

13.03.2020 - Natale Salvo


Circa una dozzina di raid aerei americani hanno colpito, tra ieri e stamani, quattro province nel nord dell’Irak lungo il confine siriano. Dei colpi sarebbero giunti anche a Deir ez-Zor (Abou Kamal) in territorio siriano.

I raid sono stati compiuti tanto da parte di droni quanto da parte di veri e propri caccia F-16.
Primo bilancio degli scontri balistici USA-Irak : 5 morti e 7 feriti

Si tratterebbe di una risposta contro il lancio di quindici missili Katioucha contro la base aerea anglo-americana di Tajji, nei pressi di Kirkouk. In tale operazione sarebbero morti – secondo l’Agenzia di Stampa iraniana PressTV [1] – due militari, uno inglese e l’altro americano, ed un “contractor” americano.

In particolare – secondo quanto riporta il giornale francese “Le Figaro” – il Pentagono definisce la rappresaglia [2] come « risposta diretta alla minaccia rappresentata dai gruppi armati sciiti filo-iraniani che continuano ad attaccare le basi che ospitano le forze della coalizione ». Dal proprio canto, il Capo della diplomazia britannica Dominic Raab sostiene la legittimità dell’intervento [3] in quanto « risposta rapida, decisiva e proporzionata ».

Da parte propria, gli iracheni accuserebbero [4] due morti, sette feriti e pesanti danni all’aeroporto in costruzione di Karbala.
L’Irak accusa gli USA di aver simulato l’attacco alla propria base

L’organizzazione Hachd al-Chaabi, indicata dal Pentagono di essere autrice dell’attacco che però non è stato rivendicato da alcuno replica alle accuse : « siamo in guerra contro gli occupanti americani ma non agiamo in maniera dissimulata ».

Al contrario si tratterebbe – scrive ancora l’iraniana PressTV [5] – di un’operazione sotto “falsa flag” quale primo atto di una guerra aperta contro la resistenza irachena. In proposito il Movimento iracheno al-Nujaba invita la popolazione ad « una Resistenza contro i crimini commessi dagli Stati Uniti » [6].

L’emittente irachena Al-Mayadeen [7] scrive che « l’aggressione conduce a un’escalation e al deterioramento della situazione della sicurezza nel Paese ed espone TUTTI a maggiori rischi ».
La Russia disponibile a sostenere l’Irak con i propri missili S-400

Da tempo, l’Irak reclama la propria sovranità e il ritiro delle truppe d’occupazione americane e straniere in genere. Iran, Cina e Russia appoggiano queste richieste tanto che quest’ultima avrebbe pure dato la propria disponibilità a fornire missili S-400 [8] per difendere lo spazio aereo iracheno.

In questa situazione, non sorprendono le allusioni di ieri dell’Ayatollah Khamenei [9] circa un possibile attacco biologico contro l’Iran vestito da “Coronavirus”.

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