L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 17 marzo 2020

I traditori euroimbecilli italiani pronti a firmare il Mes ma la polmonite virale li ha fatto desistere momentaneamente. Gualtieri il più euroimbecille tra gli euroimbecilli

Riforma Mes rimandata, Ue: “Quando si calmerà l’epidemia di coronavirus la completeremo”

Dopo la riunione dei ministri delle Finanze dell’Ue si è stabilito che la priorità verrà data all’emergenza coronavirus e non alla riforma del Mes. “Finalizzeremo la riforma del Mes dopo che la situazione della crisi legata all’epidemia di coronavirus si sarà calmata”, ha detto Mario Centeno, presidente dell’Eurogruppo.

ECONOMIA 16 MARZO 2020 23:14di Annalisa Cangemi

Anche la riforma del Meccanismo europeo di stabilità dovrà aspettare: l'emergenza pandemia da Covid-19 costringe a riscrivere le priorità dell'agenda europea. "Finalizzeremo la riforma del Mes dopo che la situazione della crisi legata all'epidemia di coronavirus si sarà calmata", ha detto durante la conferenza al termine dell'incontro dei ministri delle Finanze dell'Ue a 27 il presidente portoghese dell'Eurogruppo Mario Centeno confermando l'impostazione fatta prevalere tra i leader Ue dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Sul Mes c'è stato "un rapidissimo aggiornamento sui punti tecnici che erano ancora aperti ma non c'è stata la conclusione che era inizialmente prevista", ha riferito il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, parlando dell'incontro dell'Eurogruppo in diretta su Facebook. "Avevo spiegato – ha aggiunto – che non avevo comunque un mandato" a concludere l'intesa sulla riforma "non avendo potuto consultare il Parlamento come mi ero impegnato a fare".

Il Meccanismo europeo di stabilità "è un meccanismo di risoluzione delle crisi. Tutte le istituzioni stanno esplorando modi per aiutarci a rispondere a questa crisi seguendo il loro mandato" e "non stiamo togliendo dal tavolo nessuna possibile soluzione", ha detto ancora il presidente dell'Eurogruppo, Mario Centeno, durante la conferenza stampa video al termine della riunione. "Durante il nostro incontro – ha continuato – non abbiamo parlato di questioni correlate al Mes, ma resta sicuro il fatto che vogliamo difendere la valuta e i cittadini dell'Unione in tutti i modi possibili".

Il premier Conte si trova d'accordo con i leader Ue sul rimandare la discussione che riformerà il Fondo creato il 2 febbraio 2012 per garantire la stabilità finanziaria nell'Eurozona. Si tratta dello strumento nato per far fronte alle crisi degli Stati che versano in difficoltà finanziarie. Per usufruirne i Paesi devono rispettare un piano di risanamento economico elaborato sulla base di un'analisi di sostenibilità del debito pubblico compiuta, al momento, dalla Commissione europea, di concerto con il Fondo monetario internazionale e con la Banca centrale europea. Il Mes è stato al centro dello scontro politico negli ultimi mesi, prima che scoppiasse l'emergenza coronavirus. Sulla riforma era stata raggiunto un primo accordo all'Eurogruppo nel giugno scorso, ma si trattava solo una bozza. La riforma dovrebbe contenere la modifica delle clausole che permettono a un Paese di accedere all'assistenza finanziaria e dovrebbe includere anche la ristrutturazione automatica e preventiva del debito dei Paesi che si rivolgono al Mes per assistenza, punto su cui si sono concentrate maggiormente le polemiche.

Come si legge nelle conclusioni della riunione di oggi, l'Eurogruppo "accoglie con favore" la disponibilità della Commissione ad attivare la ‘general escape clause', consentendo ulteriori stimoli discrezionali e preservando nel contempo la sostenibilità a medio termine. I ministri dell'area euro sostengono la Commissione anche sulla disponibilità ad ammorbidire le norme sugli aiuti di Stato. Inoltre "la Commissione ha annunciato che approverà ulteriori misure necessarie per porre rimedio a questa grave perturbazione dell'economia, è già il caso dell'Italia e sempre più in tutta l'Ue".

"È necessario adottare misure urgenti e sfruttare appieno la flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato per attutire l'effetto della crisi per le società e i settori interessati, garantendo nel contempo un quadro coerente e condizioni di parità nel mercato unico".

L'Eurogruppo "accoglie la prontezza della Commissione europea che ha attivato la flessibilità del Patto di Stabilità", ha detto il Commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni, nella conferenza stampa al termine dell'Ecofin. "Pensiamo – ha continuato – che sia il modo migliore di agire. Stiamo affrontando una crisi che affligge tutti i Paesi europei molto seriamente: il virus non sceglie questo o quel Paese". Il Meccanismo europeo di stabilità "è uno strumento straordinario per affrontare questa crisi che affligge tutti i Paesi europei", ha concluso Gentiloni.

"Bene Eurogruppo. Confermate indicazioni Parlamento e misure proposte dalla Commissione Europea. Si rafforza giorno dopo giorno l'unita' dell'Unione in questa sfida epocale", ha detto il presidente del Parlamento europeo David Sassoli.


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