L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 marzo 2020

Il fanfullismo dei leghisti è proverbiale. Abbiamo aspettato coscientemente fino ad oggi per far risaltare con ancora più evidenza la loro imbecillità

Zaia invia lettera di scuse all’Ambasciatore cinese in Italia: ‘Non volevo offendere nessuno’

© AFP 2020 / Alberto Pizzoli

17:43 01.03.2020URL abbreviato

Il governatore del Veneto Luca Zaia si scusa formalmente con l'Ambasciatore cinese in Italia, inviando una lettera in cui afferma che non era sua intenzione offendere nessuno.

Il governatore della Regione Veneto ha inviato una lettera formale all’Ambasciatore cinese in Italia, per scusarsi di quanto detto alcuni giorni fa durante una intervista rilasciata a una TV locale veneta.

In quella intervista Zaia si era lasciato scappare più di una frase infelice, come poi le aveva definite, ma quella che più di tutte aveva lasciato il segno riguardava i video in cui i cinesi mangiano topi vivi.

Questa frase aveva fatto infuriare non poco l’Ambasciatore cinese, il quale il mattino seguente aveva fatto pubblicare ad un suo portavoce un messaggio eloquente anche se non citava mai il nome di Zaia.

Ora Zaia ha inviato una lettera di scuse all’Ambasciatore per chiudere la questione, ma il governatore ha riferito che per ora non ha ancora ottenuto una risposta.
“Le scrivo non per accampare scuse: quando si sbaglia, si sbaglia. E a nulla valgono giustificazioni basate sulla stanchezza accumulata in questi giorni di grande tensione”, scrive il governatore del Veneto nell’introduzione della lettera.

“Insomma, Signor Ambasciatore: non è mio stile e mio costume, mia abitudine e modalità espositiva, aggredire e sottolineare diversità di pelle, di religione, di genere, di scelte sentimentali”, si legge in un altro passaggio.

Zaia saluta l’Ambasciatore “ribadendo che non” voleva “offendere nessuno” e spera di poterlo incontrare “quanto prima” di persona.

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