L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 14 marzo 2020

Immigrazione di Rimpiazzo - Il governo italiano accomunato a quello turco nella tratta degli schiavi, sempre più redditizio e vasto

I greci resistono, Erdogan manderà clandestini in Italia via mare?

13 marzo 2020 


Il muro opposto lungo il confine greco-turco dalla polizia di Atene agli almeno 150 mila migranti illegali mandati da Ankara verso l’Europa (avanguardia di una massa di almeno 3,5 milioni di migranti illegali e profughi siriani oggi in Turchia) sembra resistere.

Una circostanza forse inaspettata ad Ankara che sembrerebbe indurre il governo di Recep Tayyp Erdogan, che da sempre chiude un occhio sulle organizzazioni criminali che gestiscono i traffici di esseri umani (come denunciato più volte dalla Grecia), a cercare altre strade per mandare in Europa un numero significativo di clandestini.


Secondo indiscrezioni raccolte da Analisi Difesa, l’Italia potrebbe essere presto meta di nuovi flussi via mare in partenza dalla Turchia a bordo di vecchie “carrette del mare” ma di dimensioni sufficienti a imbarcare centinaia di persone da far arrivare probabilmente nelle acque della Calabria ionica seguendo una rotta d’immigrazione illegale già sfruttata ampiamente in passato, principalmente impiegando vecchi velieri con equipaggi russi o ucraini e con a bordo centinaia di clandestini per lo più curdi, siriani, pakistani e afghani.

L’Italia costituisce un obiettivo ideale per questi traffici per almeno tre ragioni. Innanzitutto, a differenza dei greci, gli italiani non attuano respingimenti: anzi, il governo Conte si è rifiutato di inviare poliziotti o motovedette in aiuto alle forze di sicurezza greche che respingono i clandestini sul confine dell’Europa.


Inoltre i trafficanti hanno la necessità di offrire ai clandestini prospettive diverse dallo sbarco nelle isole greche di Chios e Lesbo da dove è impossibile raggiungere il continente.

Infine il governo “immigrazionista” di Roma offre la massima garanzia di accoglienza a chiunque arrivi e chi sbarca in Italia ha persino una qualche possibilità di venire trasferito in altri paesi europei.

Nei porti turchi del resto non mancano vecchie navi impiegabili per questi traffici che presto potremmo vedere nelle acque calabresi.

Dall’inizio dell’anno sono giunti in Italia dal mare (salpando da Libia, Tunisia e Algeria) 2.596 immigrati clandestini per la in buona parte sbarcati da navi delle Ong.


L’ipotesi che il Coronavirus abbia scoraggiato trafficanti e clandestini potrebbe venire presto smentita: ieri sono arrivati 43 clandestini e ora che le navi delle Ong poste in quarantena, dopo aver sbarcato quasi 500 migranti illegali nei giorni 23 e 27 febbraio, stanno tornando attive al largo della Libia.

I flussi sono già oggi 8 vote più massicci dello stesso periodo del 2019 (al Viminale siedeva Matteo Salvini), quando al 13 marzo erano sbarcati appena 335 clandestini, ma potrebbero subire un’impennata nei prossimi giorni con altri centinaia di sbarcati a causa delle navi delle Ong e dell’arrivo di imbarcazioni dalla Turchia.

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