L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 24 marzo 2020

Immigrazione di Rimpiazzo - La Sharia entra come nel burro in Norvegia

Norvegia: uomo "arrabbiato e irritato" incendia chiese per vendicarsi dei roghi del Corano


19:33 23.03.2020

Mentre l'emittente nazionale NRK e i media locali descrivono l'accusato come "uomo locale sui vent'anni", secondo il documento del punto di notizie, tuttavia, il suo nome suggerisce che sia un immigrato dal Medio Oriente o dall'Africa.

Una uomo è stato accusato di incendio doloso nella chiesa di Dombås e di un tentativo di incendiare la chiesa di Sel, secondo quanto riportato dall'emittente norvegese NRK.

L'uomo si è dichiarato colpevole di entrambi i crimini. Secondo il tribunale, gli incendi erano intesi come vendetta per un rogo del Corano verificatosi in Norvegia, presumibilmente senza che la polizia rispondesse. L'uomo è risultato inoltre mentalmente instabile, poiché la polizia ha citato un rischio di ricorrenza se rilasciato.
"Come motivo delle sue azioni, ha spiegato che era arrabbiato e irritato perché un norvegese aveva dato fuoco al Corano, senza che la polizia avesse fatto nulla al riguardo", ha scritto il tribunale distrettuale di Hedmarken.

NRK e media locali descrivono l'accusato come "uomo locale nei suoi 20 anni". Secondo il documento della testata però il suo nome suggerirebbe origini mediorientali o africane.
Secondo l'avvocato dell'uomo Ove Herman Frang, l'arrestato è stato a lungo interrogato e sta collaborando con la polizia.

La chiesa di Dombås, costruita nel 1939, è stata incendiata la notte del 20 febbraio. La chiesa ha subito gravi danni interni che ha fatto una forte impressione sulla comunità locale. Le preoccupazioni sono aumentate ulteriormente quando la chiesa di Sel nella stessa notte del 20 marzo è stata quasi incendiata, spronando la polizia a indagare sulle somiglianze tra i due incidenti.

Questo fine settimana, due persone sono state arrestate a Dombås. Uno è stato messo in custodia per quattro settimane, l'altro è stato rilasciato dopo un interrogatorio.

Alla fine del 2019, Stop the Islamization of Norway (SIAN), un'organizzazione anti-islamica norvegese, ha dato fuoco al Corano durante una manifestazione che si è conclusa in una rissa. Durante l'evento supervisionato da oltre una dozzina di poliziotti, i membri del SIAN hanno definito l'Islam "fascista" e una religione di violenza, etichettando persino il profeta Maometto come un "pedofilo".

​Questo evento ha scatenato forti reazioni tra i musulmani norvegesi e ha persino suscitato una rivolta nel mondo musulmano.

La comunità musulmana norvegese è aumentata vertiginosamente negli ultimi decenni e si stima che rappresenti il 5,7% della popolazione del paese di 5,2 milioni, rappresentando ben oltre il 10% della popolazione in alcuni comuni.

I roghi del Corano sono il metodo preferito dal partito danese etno-nazionalista Stram Kurs ("linea dura"), il cui leader Rasmus Paludan lo celebra come segno di libertà di parola.

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