L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 26 marzo 2020

In Africa si prevede che per gli sciami di locuste ci saranno 20 milioni di morti per fame

Il raffreddore di Reagan [James G. Ballard]


Roma, 26 marzo 2020

Di seguito un resumé del racconto di James G. Ballard Storia segreta della terza guerra mondiale (Secret history of World War 3, 1988), inserito nella riedizione italiana de La mostra delle atrocità (1990).
Vi si narra un episodio postmoderno, quanto probabile, in cui Ballard evidenzia, per usare le sue stesse parole, "il matrimonio fra ragione e incubo".
Ballard, che aveva previsto la presidenza Reagan con undici anni d'anticipo, qui si diletta nel resoconto d'un terzo mandato, immaginario e immaginifico. Eventuali agganci all'attualità sono a carico dell'intelligenza del lettore.
Intanto, in una città che registra ben 98 nuovi casi, mi dedico alla stampa del lasciapassare 5.0.

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James G. Ballard

Adesso che la Terza guerra mondiale è finita, e la sicurezza regna sovrana, mi sento autorizzato a esprimere la mia opinione su due importanti aspetti di questa terribile faccenda. La prima osservazione è questa: il confronto nucleare, che il mondo ha atteso e temuto così a lungo e che, tutti ne erano convinti, avrebbe dovuto distruggere ogni forma di vita sul nostro pianeta, è durato in realtà quattro minuti scarsi. Per quanto ciò possa sorprendere i lettori, la Terza guerra mondiale ha avuto luogo fra le 18.47 e le 18.51 ora standard orientale del 27 gennaio 1995. La durata complessiva delle ostilità, dalla dichiarazione formale di guerra del presidente Reagan, al lancio di cinque missili nucleari da sottomarini (tre americani e due russi), fino ai primi sondaggi di pace e poi all'armistizio concordato tra il presidente e il signor Gorbaciov, non ha richiesto più di 245 secondi. La Terza guerra mondiale era già finita prima che qualcuno avesse il tempo di capire che era cominciata. La seconda eccezionale caratteristica della Terza guerra mondiale è che io sono praticamente l'unica persona al mondo a sapere che essa ha avuto luogo. Può sembrare strano che un pediatra della piccola città di Arlington, a pochi chilometri a est di Washington D.C., sia l'unico a essere al corrente di un evento storico di questa portata. Dopo tutto, le notizie sull'aggravamento della crisi politica, la sofferta dichiarazione di guerra del presidente, e il conseguente scambio di missili nucleari, sono tutti fatti che il pubblico ha potuto conoscere grazie alle trasmissioni televisive diffuse in tutta la nazione. La Terza guerra mondiale non è stata un segreto. Ma l'attenzione della gente era rivolta a questioni più importanti ...
Il fatto che io sia l'unico ad aver appreso della guerra mi sembra da mettere in relazione con le strane caratteristiche della terza presidenza Reagan ... A quel tempo, nell'estate del 1994, Ronald Reagan aveva ottantatré anni, e mostrava tutti i segni di un'avanzata senilità. Come molte persone anziane disponeva, in una giornata, di pochi minuti di relativa lucidità, durante i quali poteva pronunciare qualche frase sentenziosa, e il resto scorreva in un vitreo crepuscolo. I suoi occhi erano troppo malconci per leggere il gobbo, ma i suoi assistenti avevano approfittato dell'apparecchio acustico che il presidente aveva sempre portato per inserire un microscopico microfono, cosicché nei suoi discorsi egli poteva ripetere come uno scolaretto tutto quello che gli arrivava nell'auricolare ... Guardando questa figura da robot, con i suoi sorrisi allucinati e le sue smorfie da sciocco, qualcuno cominciava a chiedersi se il presidente avesse ancora la testa a posto, o addirittura se fosse davvero vivo. Per rassicurare il pubblico degli americani, nervosi e spiazzati da un mercato in declino e dalle notizie dell'insurrezione armata in Ucraina, i medici della Casa Bianca a un certo punto cominciarono a diffondere una serie di regolari bollettini sulla salute del presidente ... lo staff della Casa Bianca decise di dare ai bollettini medici una cadenza settimanale. Wall Street rispose positivamente, e i sondaggi d'opinione mostrarono addirittura una forte ripresa del Partito repubblicano in quanto tale. All'epoca delle elezioni per il Congresso di metà legislatura, i bollettini medici vennero diffusi giornalmente, e i candidati repubblicani ottennero la maggioranza sia alla Camera sia al Senato, grazie alle buone notizie sugli intestini del presidente diffuse alla vigilia del voto ... Da quel momento in poi il pubblico americano è stato investito da un flusso continuo di informazioni sulla salute del presidente. Una serie di edizioni successive lungo tutta la giornata rendeva conto ai telespettatori degli effetti collaterali di un lieve raffreddore o dei benefici sulla circolazione di un tuffo nella piscina della Casa Bianca ... Nelle settimane seguenti, grazie al miracolo della radiotelemetria, gli schermi televisivi di tutta la nazione divennero un tabellone che registrava ogni particolare delle funzioni fisiche e mentali del presidente. Il battito del suo cuore si snodava ardito e un po' tremolante nella banda inferiore dello schermo, mentre sopra di esso i telecronisti si dilungavano sui suoi esercizi fisici quotidiani, sugli otto metri e mezzo che aveva percorso nel giardino delle rose, sul bilancio calorico del suo modesto pranzo, sui risultati dell'ultima analisi cerebrale, sui dati dell'attività dei suoi reni, del suo fegato e dei suoi polmoni ... Per rendere più completa l'identificazione fra il presidente, il pubblico e gli schermi televisivi - un obiettivo che i suoi consiglieri politici avevano vagheggiato a lungo - lo staff presidenziale si diede da fare per ampliare il ventaglio delle informazioni da diffondere. Ben presto un terzo degli schermi televisivi della nazione furono occupati da grafici del battito cardiaco e della pressione sanguigna e da elettroencefalogrammi. ... Indifferenti a questa alluvione di informazioni mediche, gli eventi nel mondo reale continuavano a scendere per la loro china pericolosa. ... Questi eventi minacciosi, e la probabilità di una Terza guerra mondiale, coincisero per sfortuna con un leggero peggioramento della salute del presidente. Il banale raffreddore attaccato a Reagan da un nipotino che gli aveva fatto visita il 20 gennaio spazzò via dai televisori tutte le altre notizie. Un esercito di giornalisti e di cameraman si accampò davanti alla Casa Bianca, mentre una task force di specialisti provenienti dai maggiori istituti di ricerca del paese occupò tutti i canali rilasciando dichiarazioni e fornendo interpretazioni dei dati medici ... Come altri cento milioni di americani, Susan trascorse la settimana seguente davanti alla televisione, con gli occhi fissi sul battito cardiaco di Reagan... "Ci siamo, è la guerra", dissi a Susan, e la abbracciai. Ma lei stava guardando sullo schermo la traccia erratica del cuore ... Spensi la televisione e appoggiai la schiena al divano in quello strano silenzio. Un piccolo elicottero stava sorvolando il cielo grigio di Washington. Come se stessi facendo una riflessione, dissi a Susan: "A proposito: la Terza guerra mondiale è finita proprio adesso"... Nel frattempo, il mondo era diventato un posto più sicuro. Il rapido scambio nucleare era servito come avvertimento per tutte le fazioni in lotta sulla faccia del pianeta. I movimenti secessionisti in Unione Sovietica si erano dissolti, in altre zone gli eserciti di invasione si erano ritirati dietro le frontiere. Avrei quasi creduto che la Terza guerra mondiale fosse stata concordata fra il Cremlino e lo staff della Casa Bianca come strumento per ristabilire la pace, e che il raffreddore di Reagan fosse stato soltanto un diversivo, una trappola in cui i giornali e la televisione erano caduti senza accorgersene.

http://alcesteilblog.blogspot.com/2020/03/il-raffreddore-di-reagan.html

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