L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 12 marzo 2020

Incongruenze - L'Australia vieta l'ingresso agli italiani MA per quelli del circolo della formula 1 fa eccezione, liberi di muoversi nella grande nella manifestazione sportiva fatta a porte aperte. Panem et circenses

Tutto pronto per il GP di Australia: vedremo le auto più veloce di sempre?

di Massimo Costa

MELBOURNE - Il GP di Australia si disputerà e sarà a porte aperte. Questa la decisione finale presa dal governo e dagli organizzatori della prima prova del campionato del mondo che si terrà domenica. Intanto, alla spicciolata sono arrivati a Melbourne i componenti delle varie squadre. I dubbi maggiori coinvolgevano gli italiani presenti in massa per via di Ferrari, Alpha Tauri, Pirelli, Brembo, ma in dogana non si sono verificati problemi.

Ma come sarà la stagione di Formula 1 2020? Miglioreranno i tempi sul giro? Vedremo sorpassi più difficili per via delle nuove ali anteriori volute dalla FIA? Esteban Ocon e Daniel Ricciardo, piloti Renault, hanno dato un primo indizio. Già durante il primo giorno di prove sul circuito di Barcellona, Ocon aveva raccontato: "Le auto si evolvono di anno in anno, ma non avevo mai avvertito un livello di aderenza del genere. È incredibile, in certe curve non sono mai andato così forte, è emozionante

Probabilmente infrangeremo tutti i record sul giro". Legittimo l'entusiasmo del francese, dalla fortunata prospettiva di chi si trova al volante. Ma il rovescio della medaglia lo ha descritto il compagno di squadra Ricciardo: "Le turbolenze aerodinamiche sono peggiorate, con questa stabilità di regolamenti. Adesso abbiamo ancora più carico, riusciamo a fare in pieno curva 2 e curva 3. Si avverte chiaramente la differenza quando sei dietro ad un'altra monoposto. In una pista come quella di Barcellona rimanere vicini sarà molto complicato".

Il 2020 segnerà la fine di un ciclo tecnico iniziato nel 2017, quando vennero aumentate le dimensioni dei pneumatici Pirelli per favorire il grip meccanico, e vennero estese ali, diffusore e larghezza della scocca per generare una deportanza superiore. Il risultato lo illustra bene il cronometro: nel 2016 con il vecchio pacchetto aerodinamico la miglior prestazione nel precampionato fu di 1'22"765, ottenuta da Kimi Raikkonen sulla Ferrari, quest'inverno Valtteri Bottas ha svettato con la Mercedes in 1'16"196. Oltre sei secondi in meno.

Le cose dovrebbero cambiare nel 2021, con la rivoluzione regolamentare in rampa di lancio. L'obiettivo primario è proprio quello di agevolare la lotta in pista, ripristinando come fonte principale della downforce l'effetto suolo, in F1 vietato dal 1983. E assieme, "pulire" la parte superiore del corpo vettura da tutte le complicate appendici studiate dagli ingegneri. Le simulazioni di Liberty Media promettono una riduzione del carico non superiore al 10%, quando si viaggerà in scia, rispetto al 40% del 2019. Il prezzo da pagare? Riferimenti cronometrici più alti, almeno per un po'.

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