L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 13 marzo 2020

La Consob deve usare tutti gli strumenti a disposizione per proteggere le aziende italiane quotate in borsa

Borsa Italiana: vietate vendite allo scoperto. Tutti i dettagli


13 Marzo 2020 - 07:55 

Borsa Italiana: le vendite allo scoperto sono state vietate temporaneamente dopo il terremoto che ha travolto ieri Piazza Affari. Tutti i dettagli


Le vendite allo scoperto su Borsa Italiana sono state sospese.

A confermare il blocco dello short selling un comunicato pubblicato dalla Consob, che ha deciso di agire sulla scia di quanto accaduto ieri sui mercati globali: l’azionario è letteralmente crollato e la stessa Piazza Affari ha chiuso con rossi del 16%. Wall Street invece ha registrato il suo peggior crollo dal 1987.

La drammatica situazione ha imposto alla Commissione di intervenire sospendendo le vendite allo scoperto su Borsa Italiana ma effettuando alcune precisazioni in merito. Dopo giorni interi di valutazione, e dopo il pressing di alcuni politici, lo short selling è stato dunque vietato.

Borsa Italiana, vendite allo scoperto sospese. I dettagli

La delibera della Consob (la numero 21301) è arrivata nella serata di ieri, giovedì 12 marzo, a conclusione di una terribile seduta per Piazza Affari. Le perdite già registrate in avvio sono state esacerbate dalle dichiarazioni di Christine Lagarde in sede di riunione BCE e i mercati globali sono stati trascinati nel baratro.

Come anticipato, Milano ha archiviato la sessione con una perdita di oltre 16 punti percentuali sofferta in particolar modo da alcune quotate specifiche. Da qui la decisione Consob di vietare le vendite allo scoperto su Borsa Italiana ma con delle precisazioni.

Lo stop allo short selling sarà temporaneo e riguarderà 85 titoli. Esso entrerà in vigore nella giornata di oggi, venerdì 13 marzo e durerà per l’intera seduta. Una mossa, questa, con la quale è stata:

“estesa e rafforzata la portata del divieto di vendite allo scoperto nude, già in vigore per tutti i titoli azionari dal primo novembre 2012 in virtù del regolamento (UE) n. 236/2012”.
Short selling: i titoli interessati dallo stop

Di seguito la lista dei titoli di Borsa Italiana interessati dalla sospensione delle vendite allo scoperto (Fonte: Consob).


Il pressing degli ultimi giorni

L’ipotesi di sospendere lo short selling è iniziata a circolare già negli ultimi giorni, durante i quali la debolezza dell’azionario tricolore (determinata dall’emergenza coronavirus) è emersa in tutta chiarezza.

Il 9 marzo scorso, in quello che è già stato ribattezzato come il nuovo lunedì nero dei mercati, la piazza milanese è crollata di oltre il 10% e le sospensioni si sono avvicendate. Queste, hanno iniziato a pensare molti, sarebbero potute essere evitate qualora si fosse deciso di non aprire la Borsa Italiana o, in alternativa, di vietare le vendite allo scoperto.
Matteo Salvini contro lo short selling

Dopo il crollo di lunedì scorso, anche il leader della Lega si è scagliato contro lo short selling esprimendo il proprio disappunto tramite alcuni post su Twitter:

“In vista della riapertura domani dei mercati finanziari chiedo siano vietate le operazioni di vendita «allo scoperto» anche con l’uso di strumenti derivati. In situazioni come queste a volte in pochissimi guadagnano cifre enormi a danno di tutti.

Ci ricordiamo ad esempio il caso di Soros nel 1992 che costruì la sua fortuna con una speculazione al ribasso contro l’Italia. Non è tollerabile che qualcuno approfitti di un’emergenza nazionale speculando a danno dei risparmi degli Italiani.

Confido che la Consob reprima ogni tipo di abuso con la massima severità”.

Fonte: Twitter

Dopo il tracollo della penultima sessione della settimana, l’intervento della Consob sullo short selling è stato scontato. Le vendite allo Scoperto sulla Borsa Italiana sono state momentaneamente sospese.

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