L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 13 marzo 2020

La Fed si muove velocissimamente ma non basta all'appello manca i diritti sociali, il modo di produrre statunitense il sistema non pubblico della sanità

Coronavirus e Fed: mossa a sorpresa da 1.500 miliardi

13 Marzo 2020 - 08:36 

Coronavirus: la Fed ha sorpreso tutti comunicando un bazooka da 1.500 miliardi. I dettagli


Il coronavirus e la Fed sempre più legati.
Ieri, in una giornata drammatica per i mercati finanziari globali, la banca centrale statunitense ha sorpreso tutti comunicando una nuova iniezione di liquidità da 1.500 miliardi di dollari.

La mossa, però, non è servita a risollevare le sorti di Wall Street che ha archiviato la penultima seduta della settimana con perdite di oltre il 9%, sulla scia di quanto già accaduto in Europa dopo la riunione BCE. L’iniezione di liquidità della Fed non ha potuto non generare paragoni tra i due istituti centrali.
Coronavirus e Fed: iniezione di liquidità a sorpresa. I dettagli

Scompensi estremamente insoliti. Con queste parole la banca centrale USA ha definito quanto accaduto negli ultimi tempi sui mercati finanziari, dove la Borsa è ripetutamente crollata e dove tutta la curva dei rendimenti è finita sotto l’1%.

Il coronavirus ha avuto un impatto dirompente in tutto il globo e gli Stati Uniti non sono rimasti immuni.

Già qualche tempo fa la Fed aveva sorpreso tutti tagliando i tassi di interesse di mezzo punto percentuale. Ieri l’istituto ha comunicato una nuova inattesa mossa, con la quale verranno iniettati nel sistema altri 1.500 miliardi di dollari (dagli attuali 4.200 miliardi già presenti in portafoglio) con l’obiettivo di evitare shock finanziari.

Il bazooka funzionerà tramite tre operazioni combinate da 500 miliardi l’una: due avranno scadenza a tre mesi, mentre l’altra avrà scadenza un mese.

A tutto questo la Fed aggiungerà l’acquisto di 60 miliardi di dollari mensili di titoli di Stato USA, sia di breve che di lunga scadenza.

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