L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 25 marzo 2020

La polmonite virale è un veleno a lento rilascio in cui si sono incuneati i decisori imputandogli le peggiori nefandezze. Hanno una bocca di fuoco totalitaria, tutto il circo mediatico è concentrato ad eliminare qualsiasi pensiero critico, ogni seme di pensiero alternativo è in questa situazione che si sta forgiando un'opposizione che ha una prateria immensa da potere percorrere e colonizzare. Come cosa quanto produrre

Appunti di epidemia

di ilsimplicissimus
20 marzo 2020

So che state guardando l’impressionante fila di bare dei morti nella Bergamasca e avete letto o visto le immagini dei camion militari nella notte che trasportano i corpi delle vittime del virus con la stampa che strilla, “troppi morti,non ci stanno più nei cimiteri”: beh basta che facciate come con il telecomando, cambiate canale e chissà mai che non torniate in voi stessi perché la foto è un falso, si riferisce al naufragio di Lampedusa del 2013 e il resto con i camion è forse la macabra messa in scena dell’apocalisse voluta non sappiamo bene da quale untore della paura, perché basta fare quattro conti delle elementari per vedere che nella Bergamasca muoiono normalmente una trentina di persone al giorno con un’ incidenza però molto maggiore nei mesi invernali di inizio anno, dunque i famosi 386 morti in una settimana sono la quasi normalità. D’altronde per numero di abitanti è probabile che 800 persone all’anno muoiano in quest’area per infezioni ospedaliere di tipo polmonare che falciano 49 mila persone l’anno in questo Paese (ed è presumibile molto di più in questo inverno 2019 – 2020). Com’è che improvvisamente c’è bisogno dei camion militari per trasportare un numero di morti normale? Chi ha inventato questa sceneggiata che stride con i dati dell’Istituto superiore di sanità per il quale sono solo 3 i morti accertati per coronavirus?

E’ qualcosa che dovrebbe consolarvi, ma siete sicuri di non avere qualche coronavirus in corpo? Sudate freddo perché certamente ce l’avete: si tratta di una diffusissima famiglia virale che comprende tipologie del tutto innocue, altre un po’ più cattive responsabili del raffreddore, altre che misteriosamente compaiono e scompaiono come quelli della Sars e della Mers venute fuori in periodi topici della campagna afgana e mediorientale di cui non si sa più nulla (com’è accaduto per l’aviaria per la quale abbiamo buttato 30 milioni di dosi di vaccino pagate a care prezzo) , altri ancora sono stati sperimentati come proiettili contro le cellule tumorali. Forse, anzi all’80 per cento dei casi siete anche venuti a contatto con qualche mutazione del Covid 19 che come tutti i virus di questa categoria è variabilissimo tanto da essersi già suddiviso in molti ceppi: fare un vaccino sarà inutile, ma le aziende farmaceutiche guadagneranno decine di miliardi per questo, così come le strutture ospedaliere private che prendono migliaia di euro dal servizio sanitario nazionale per ogni giorno di degenza di un ammalato che non può essere assistito da una sanità pubblica via via ridotta al lumicino.

Allora di cosa stiamo parlando visto che il nuovo virus “copre” esattamente il ruolo dell’influenza e al massimo ha una maggiore capacità d interessare i polmoni, creando un’emergenza non medica, ma sanitaria, visto che i banali ventilatori polmonari sono insufficienti e peraltro costano il doppio che nel resto d’Europa? Perché adesso ci dicono di non prendere antinfiammatori e fans, consigliatissimi invece per l’influenza quando essi diminuiscono le capacità di risposta dell’organismo durante qualsiasi infezione virale? E se il Covid 19 fosse semplicemente l’ultima goccia che si aggiunge all’aria inquinata e densa di microparticelle di veleni che ostacolano le naturali difese dell’organismo nel combattere l’invasione di agenti patogeni? Davvero ha un significato chiudere il Paese invece di concentrarsi sulla tutela delle persone che per età e/o condizioni patologiche pregresse, sono le uniche davvero sensibili a un virus non particolarmente patogeno, ma che potrebbe spezzare equilibri già precarissimi? Non dobbiamo guardare allo sforzo straordinario della Cina per stroncare l’infezione e dedurne immediatamente che il pericolo è in relazione allo sforzo: Pechino deve sopportare il peso di una guerra asimmetrica nella quale il virus avrebbe potuto giocare un ruolo chiave ed è dovuta ricorrere agli estremi rimedi. Stiamo forse nascondendo dietro quella che Giorgio Agamben ha definito “invenzione di un epidemia” lo sfascio della Ue, nella quale ognuno ormai difende a suon di centinaia di miliardi le industrie e la sovranità nazionali che noi abbiamo mandato a remengo? Sono domande lecite visto che opinionisti fino a ieri adoratori della Ue e mangiatori di loto della sorosfera, adesso sventolano la bandierina tricolore, poveri e patetici voltagabbana abituati a fare da coreuti di una delle più ottuse e vergognose classi dirigenti. E del resto il fatto che venga scoraggiata, anzi quasi vietata, la diffusione di notizie positive, specialmente da parte di trucidi assoluti come Zaia che paga mascherine col leone di San Marco, già a pezzi dopo qualche ora, la dice lunga su chi soffia sul fuoco dell’enfasi.

Così come è lecito pensare che l’epidemia sia l’occasione per un neo liberismo ormai incastrato dentro le sue contraddizioni di bruciare un po’ di ricchezza e determinare un ordine nuovo. Con le cadute azionarie sarà un gioco da ragazzi da parte dei grandi manovratori del denaro impadronirsi degli asset industriali e mangiarsi i pesci piccoli, e contemporaneamente superare le resistenze che si erano create contro la rapina di futuro e di diritti. Tappati in casa, costretti a salutarsi con i gomiti, ridotti a zombi che tremano alla vista di ogni essere umano, cosa potremo mai fare? Tra sei o sette generazioni questa epidemia sarà un caso di scuola, qualcosa di simile al crollo di Wall Street, un esempio di come mantenere il potere sfruttando l’isteria collettiva.

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