L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 19 marzo 2020

La posizione corretta sul Mes da parte del M5S

Muro M5S contro il Mes. Il rinvio non basta la riforma va archiviata. Crimi spara a zero sul Salva Stati: “Non finiremo come la Grecia”

19 Marzo 2020 di Laura Tecce Politica


Il Mes non va solo rinviato, la riforma del Meccanismo europeo di stabilità va definitivamente archiviata, occorre ripensare alla funzione della Bce e il Patto di stabilità va sospeso. Ha idee molto chiare, il Movimento Cinque Stelle, su quali debbano essere le priorità e gli strumenti adeguati per fronteggiare l’emergenza sanitaria ed economica che stiamo vivendo. Da parte dell’Italia ma soprattutto dell’Europa. Ad intervenire in merito e a dettare la linea ieri mattina dai microfoni di Radio Capital è il capo politico Vito Crimi: “La sospensione del Patto di Stabilità è importante farla subito senza perdere ulteriore tempo. In merito all’utilizzo del Mes, che di solidarietà ha poco, riteniamo che qualunque tipo di attività messa in campo a livello europeo non debba prendere in considerazione l’utilizzo del Mes, perché questo è un inizio di un percorso di declino della possibilità dell’Italia di reinvestire e di rilancio. Sarebbero condizioni – aggiunge – che non potremmo permetterci, nessuno pensi di portarci alle condizioni in cui è stata portata la Grecia negli anni passati. Non deve essere accettato nulla che abbia a che fare con l’attivazione del Mes. Mani libere, in questo momento per gli investimenti in sanità, ricerca e rilancio dell’attività produttiva non può esserci che mani libere”.

A dar man forte a Crimi anche una nota dei pentastellati in Commissione Bilancio alla Camera che, oltre a quanto affermato dal capo politico rispetto al patto di stabilità e al Mes si soffermano anche sul ruolo della Banca Centrale europea, sottolineando la necessità che l’Europa archivi quest’ultimo e utilizzi gli strumenti efficaci di cui dispone, come l’intervento della Bce che deve essere rafforzato attraverso l’ampliamento del Quantitative Easing e il superamento degli attuali vincoli nell’acquisto dei titoli di stato quali il capital key e il parametro del 33%. E ancora: “Con questa emergenza, come ha ammesso anche il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, i vincoli di bilancio sono ormai superati e Maastricht è la prima vittima illustre del Coronavirus, siamo assistendo al crollo di quell’Europa fondata a Maastricht e costruita su politiche di austerità, ovvero l’insieme delle regole che ci hanno portato in questi anni a massacrare il welfare e i sistemi sanitari nazionali, a privatizzare i servizi pubblici, ad ampliare le diseguaglianze tra ricchi e poveri e a scatenare una rovinosa competizione tra imprese”, dichiarano in una nota congiunta i deputati 5 Stelle in Commissione Esteri. Che sottolineano anche come l’antidoto alla crisi, in accordo con quanto dichiarato dai colleghi della commissione Bilancio, passi necessariamente per politiche fiscali espansive, con effetti diretti sul potere d’acquisto dei cittadini, e “per l’iniezione da parte della Bce di nuova liquidità, senza più condizionalità”.

http://www.lanotiziagiornale.it/muro-m5s-contro-il-mes-il-rinvio-non-basta-la-riforma-va-archiviata-crimi-spara-a-zero/

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