L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 28 marzo 2020

La richiesta di togliere sanzioni nell'era della polmonite virale sottrae spazio politico e credibilità agli Stati Uniti sempre di più un gigante dai piedi d'argilla

Siria Russia, Cina, Iran, Cuba, Venezuela, Nicaragua e Corea del Nord chiedono all'Onu la revoca delle sanzioni per combattere la pandemia Covid-19


26 marzo 2020

I rappresentanti permanenti delle Nazioni Unite di Siria Russia, Cina, Iran, Cuba, Venezuela, Nicaragua e Corea del Nord hanno chiesto la revoca delle misure coercitive unilaterali che rappresentano un ostacolo alla lotta contro l'epidemia di coronavirus.

Questa posizione è stata espressa in una lettera congiunta inviata dai delegati di Siria, Russia, Cina, Iran, Cuba, Venezuela, Nicaragua e Repubblica democratica popolare di Corea, a nome dei rispettivi ministri degli Esteri, al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

Nella lettera, si chiede la fine di queste misure illegali e per garantire l'uguaglianza e il coordinamento tra i paesi di tutto il mondo per affrontare le sfide della diffusione del coronavirus.

I delegati hanno menzionato nel loro messaggio le sfide affrontate dai paesi colpiti da misure unilaterali coercitive nel contesto dell'attuale crisi derivante dalla pandemia di Covid-19, e hanno invitato il Segretario Generale delle Nazioni Unite a tenere conto della necessità di tutti i paesi del mondo a fornire infrastrutture e attrezzature di base per il settore sanitario al fine di fornire cure mediche e alimenti per tutti senza eccezioni.

"Ricordiamo al segretario generale il contenuto dei suoi recenti appelli e dichiarazioni in cui ha sottolineato oggi la necessità di solidarietà, speranza e volontà politica per superare insieme questa crisi", si legge nel testo del messaggio e ha sottolineato che per raggiungere questo obiettivo è necessario che tutti i paesi agiscano collettivamente, coordinati e decisamente come membri responsabili della comunità internazionale.

I delegati degli otto paesi hanno sottolineato nel loro messaggio che i governi delle nazioni colpite da questo blocco economico hanno la volontà politica e morale di agire di fronte a questo pericolo e che questo momento richiede il massimo livello di solidarietà, cooperazione e sostegno.

La lettera ha esaminato gli effetti negativi delle misure unilaterali coercitive, a livello nazionale o extraterritoriale, in quanto ostacolano la capacità dei governi nazionali di lavorare con le organizzazioni internazionali e beneficiare del sistema finanziario internazionale e del sistema di libero scambio, minando i continui sforzi dei governi per combattere il coronavirus.

I delegati, a nome dei loro governi, hanno esortato il Segretario Generale delle Nazioni Unite a chiedere la revoca immediata e completa di queste misure illegali, coercitive e arbitrarie che adottano immoralmente l'arma della pressione economica e gli hanno chiesto di prendere posizione in merito, coerente con quella delle Nazioni Unite che respinge l'imposizione di misure coercitive unilaterali.

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