L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 19 marzo 2020

La sanità pubblica è diventata un bancomat per la politica tutta, la cosiddetta destra, Lega e Forza Italia si vantavano di aver privatizzato e integrato la sanità in un tutt'uno. Per anni non hanno rinnovati i contratti, per anni non hanno assunto, medici ed infermieri, per anni hanno esternalizzato i servizi, per anni le liste d'attesa aumentavano perchè servizi ed ospedali chiudevano e adesso ringraziano i medici e infermiere delle strutture pubbliche. Cialtroni buffoni e poca cosa

Chiudere gli ospedali e non assumere medici e infermieri non è stato un semplice errore

18.03.2020 - Gerardo Femina


Per l’angoscia e il dolore che oggi viviamo siamo finalmente tutti d’accordo che la salute è un valore fondamentale. Cosi sentiamo i soliti “esperti” nei mass-media (gli stessi che pochi giorni fa dicevano che il coronavirus era solo un’influenza) dire che negli anni passati abbiamo fatto un errore a togliere risorse alla sanità. E’ bene precisare che se ”abbiamo fatto un errore” non lo abbiamo fatto “noi”, ma chi era nelle condizioni di legiferare. In tutti i casi non è assolutamente vero che sia stato un semplice errore. Per decenni si è fatta una propaganda enorme per esaltare il grande valore delle privatizzazioni, dei mercati, delle borse, delle banche e della finanza. Sotto la pressione delle conseguenti politiche della cosiddetta austerità si sono fatti tagli ingenti alla spesa pubblica, si sono spostate le risorse verso il privato, si sono chiusi gli ospedali, licenziati infermieri…. Nessun errore, ma un piano perfettamente coerente. Con questo sistema sanitario pubblico il capitale finanziario non guadagnava abbastanza. Ora poiché la gente soffre e ha paura, i furbetti fingono di riconoscere l’”errore” per non perdere la fiducia dell’opinione pubblica e per dare la sensazione di avere tutto sotto controllo.

In sintesi e detto semplicemente vogliono distogliere lo sguardo dal fatto che l’angoscia che stiamo vivendo non è un errore, ma il risultato di un piano ben preciso. Parlando di errori vogliono nascondere la verità fondamentale: viviamo in un sistema sociale che ha messo il sistema finanziario al di sopra della gente, della salute e anche della cosiddetta economia reale, cioè del lavoro. A questo sistema non interessa per nulla la salute della gente. L’unico suo interesse sono il business e le speculazioni, lo spread e le borse.

Per questo ci troviamo nella mostruosità che prima di costruire nuovi ospedali, assumere medici e infermieri e quindi salvare vite umane abbiamo dovuto chiedere alla Banca Centrale Europea – una banca privata – il permesso di fare un debito di 25 miliardi, che poi pagheremo noi cittadini con i dovuti interessi. E se non lo pagheremo dovremo fare “riforme strutturali”, cioè chiudere ospedali, diminuire i posti letto, licenziare il personale… Siamo nella follia totale!

Se non comprendiamo profondamente che questo sistema neoliberista non funziona nelle sue fondamenta e non solo in alcuni aspetti, nel migliore dei casi supereremo questa grave crisi per poi tornare alla situazione precedente. E questo solo nel migliore dei casi…

Se il denaro è quello che oggi decide le sorti di tutti noi e anche della salute, della vita e della morte, allora il controllo del denaro deve stare nelle mani della gente, non di poche banche private che fanno l’interesse di poche migliaia di persone in tutto il mondo.

Come scriveva Silo: “Farai sparire i tuoi conflitti quando li comprenderai nella loro ultima radice, non quando vorrai risolverli”. Quindi si tratta di cambiare la rotta della nave sulla quale siamo, la direzione verso la quale ci muoviamo, non di fare solo piccoli aggiustamenti per riparare agli errori fatti.

Simpatico (o tragico?) è osservare che finché questo sistema metafisico, astratto e asfissiante, fatto di borse e mercati, colpiva per esempio l’Africa, portando la gente alla disperazione e alle emigrazioni forzate, noi abbiamo chiuso le porte…. Ora che tocca a noi diventeremo forse un po’ più sensibili e comprenderemo che veramente siamo tutti uniti su un’unica nave. Forse.

In questo momento i governi devono fare scelte coraggiose: stanziare immediatamente centinaia e centinaia di miliardi per questa urgenza sanitaria ed economica, dando priorità alla vita delle persone e non agli interessi del dio mercato. Anzi proprio da questo mercato devono venire le risorse necessarie (e non nella forma di elemosine fatte dai ricconi, come vediamo in questi giorni).

Per me la salute è qualcosa di fondamentale da garantire a tutti gli esseri umani al sopra di qualunque mercato o speculazione finanziaria

E per te?

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