L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 15 marzo 2020

La Sharia entra come nel burro in Africa

Burkina Faso. «I terroristi islamici vogliono imporci la sharia»

Redazione 14 marzo 2020 Esteri

Padre Pierre Claver Belemsigri, segretario generale della Conferenza episcopale locale: «I jihadisti sognano che l’intera Africa diventi islamica»


tratto da Acs – «Le armi non bastano. Il nostro Paese rischia di scomparire se non ci difendiamo insieme contro i terroristi, attraverso la preghiera, l’unità e la solidarietà. Soltanto così potremo combattere il terrorismo». Così ha dichiarato padre Pierre Claver Belemsigri, segretario generale della Conferenza Episcopale di Burkina Faso e Niger ad una delegazione di Aiuto alla Chiesa che Soffre che includeva il direttore di Acs-Italia Alessandro Monteduro e che ha visitato il Burkina Faso nei giorni scorsi.

La situazione nel Paese sta rapidamente precipitando e non si arresta la serie di attacchi jihadisti che ha già causato la morte di decine di cristiani e ha costretto centinaia di migliaia di burkinabé alla fuga. Secondo l’ultimo bilancio ufficiale del 12 febbraio scorso, sarebbero infatti 765.517 gli sfollati interni: 89.783 famiglie sono ripartite in 169 campi di accoglienza. Tra i profughi vi sono 369.139 bambini.

Padre Claver nota come negli ultimi venti o trent’anni l’islam in Burkina Faso si sia andato trasformando a causa delle correnti fondamentaliste provenienti dalla penisola arabica. «I giovani si recano lì per lavorare o studiare e quando ritornano riportano in patria una diversa visione dell’islam che ha un impatto sulla convivenza e la coesistenza tra le diverse religioni».

I numerosi attacchi di matrice islamica non sono mai rivendicati e colpiscono indistintamente cattolici e cristiani di altre denominazioni, così come i musulmani contrari all’interpretazione dell’islam dei fondamentalisti. «Vi sono dei terroristi burkinabé o stranieri che, pistola alla mano, vogliono far sì che l’intera Africa diventi islamica. Vogliono perfino introdurre la sharia nel nostro Paese».

Il dramma del Burkina Faso si sta purtroppo consumando nell’indifferenza mondiale e sono pochissime le realtà caritative internazionali presenti in loco. La Chiesa cattolica – sostenuta anche da Acs – è in prima linea nel sostenere la popolazione e soprattutto le centinaia di migliaia di sfollati. «Stiamo valutando come affrontare questa sfida – continua padre Claver – Abbiamo in programma di organizzare un grande forum quest’anno dedicato alle questioni pastorali e a quelle relative alla sicurezza. Sarà un’occasione per riflettere su come essere cristiani e vivere la fede in un nuovo contesto di grave insicurezza segnato dagli attacchi ai nostri luoghi di culto». 

Nonostante la persecuzione i cristiani del Burkina Faso non rinnegano la propria fede. «Al contrario gli attacchi terroristici contro la nostra comunità hanno rafforzato la nostra fede. Nonostante la loro vita sia minacciata, i fedeli sono fieri di essere cattolici».

Foto Acs

Nessun commento:

Posta un commento