L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 23 marzo 2020

Mes trappola perfetta per l'Italia e Conte traditore della Patria

MES, attese decisioni di rilievo: ecco il quadro che si profila

di Financial Trend Analysis , pubblicato il 23 Marzo 2020 alle ore 11:16

Il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno ha annunciato che i meeting di oggi e di domani a livello europeo valuteranno le opzioni per l’aggiunta di una nuova linea di difesa contro il coronavirus come parte della risposta coordinata europea e seguito del mandato dei leader la scorsa settimana. “Ci incontreremo via videoconferenza martedì alle 18:30”, ha concluso via tweet.

Il CFO e membro del management board del MES e dell’EFSF (l’antenato del fondo salva-stati tutt’ora in vigore per alcuni finanziamenti effettuati ndr) Kalin Anev Janse ha confermato via twitter l’avvio di una settimana importante per l’Europa e il contrasto al Covid19 anche con una reazione economica e finanziaria che sarà discussa in tre incontri principali. Oggi in sede Ecofin dalle 15, domani in sede Eurogruppo dalle 18:30 e giovedì tra i capi di Stato (quindi in Consiglio Europeo sostanzialmente ndr).

Insomma, come riporta stamane il Financial Times, ‘Bruxelles dibatte le opzioni per un pacchetto di salvataggio congiunto” che sembra fare leva proprio sul possibile impiego del MES. FT riporta in particolare le dichiarazioni del vicepresidente Ue Paolo Gentiloni che ritiene che un accordo possa essere aggiunto per giovedì. Tre, per Gentiloni, sarebbero le opzioni: la prima l’impiego del MES per linee di credito precauzionali a diversi stati membri, la seconda linee di liquidità minori mirate sul settore sanitario; la terza i cosiddetti coronabond che potrebbero essere emessi dall’ESM.

Il governo francese ancorché cauto va in direzione di una risposta fiscale unitaria dell’Eurozona.

Gentiloni ha affermato che questa crisi richiede nuovi strumenti unitari, ma non ha nascosto complessità legali e ostacoli politici delle tre opzioni citate.
Secondo Gentiloni, tra le opzioni ci sarebbero linee di credito facilitate ai vari stati membri, questo si abbinerebbe a condizioni finanziarie allegate ai finanziamenti rilevanti per la crisi sanitaria in corso. Poi ci sarebbe l’opzione di un finanziamento MES sanitario mirato potenzialmente accessibile su richiesta degli Stati. La terza opzione, quella dei coronabond mirati all’emergenza sanitaria in corso.

La Germania avrebbe ipotizzato prestiti mirati all’Italia per l’emergenza sanitaria, ma questo ad hoc sarebbe ritenuto a Roma e in altre capitali “politicamente tossico” e farebbe spazio alle ipotesi di linee di credito multiple generali sulle che forse agirebbero il nodo fondamentale delle eventuali condizioni del finanziamento del MES.

Di certo il confronto prosegue rapidamente e già la Commissione UE ha annunciato alcuni provvedimenti e diversi via libera: ha per esempio approvato una piattaforma temporanea di supporto anti-Covid-19 con schemi di garanzia diretta agli stati membri, vantaggi selettivi fiscali e pagamenti fino a 800 mila euro a società Ue in crisi di liquidità. Previste anche garanzie di stato per i finanziamenti bancari a favore delle imprese, sussidi pubblici degli stati per le società, schemi si salvaguardia per le banche che canalizzano gli aiuti pubblici all’economia reale e assicurazioni sul credito all’export di breve.

La Commissione ha proposto al Consiglio di attivare la “general escape clause”, una clausola generale di uscita (o meglio sospensione ndr) dal Fiscal Compact (il six pack che riformava il Patto di Stabilità e Crescita ndr) che in pratica lo sospende per il periodo della crisi.

La Commissione ha anche approvato un supporto diretto da 50 milioni di euro per la produzione e la fornitura di attrezzature mediche e mascherine all’Italia e ha annunciato un lavoro con gli Stati membri per le attrezzature e le protezioni sanitarie che dovranno essere prodotte e distribuite su larga scala e con standard condivisi.

La Commissione ha però sottolineato che, dato il volume ridotto di risorse del budget europeo, la maggiore risposta verrà dagli Stati membri.

Ha così approvato lo schema per le PMI da 3 mld del Portogallo; l’articolato intervento tedesco; lo schema del governo danese da 130 milioni per le garanzie alle PMI; quello francese a supporto dell’economia reale.

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