L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 15 marzo 2020

Nulla sarà come prima - La polmonite virale ha stanato i governi i soldi ci sono. Combattere le disuguaglianze, lavoro per tutti, diritti sociali, scuola, istruzione, sanità, pensioni, ricerca&sviluppo sono i fondamenti dello stato che non deve derogare all'economia del profitto dei pochi sui molti

Milioni e miliardi di euro e di dollari per far fronte all'emergenza da Covid-19

14 Marzo 2020

Autore : Redazione


In questi giorni, dopo le dichiarazioni dell'OMS sulla diffusione del coronavirus e la proclamazione di pandemia a livello globale, tutti i governi si stanno attrezzando ad emanare decreti a tutela di cittadini, lavoratori e quant'altro, stanziando milioni e miliardi di danaro per affrontare l'emergenza sanitaria.

Stando alle dichiarazioni dei capi governo, ed alle notizie che circolano in queste ore, non mancano: ne appelli alla collettività, ne tanto meno polemiche da parte di politici sulla base della quantità di soldi messi a disposizione dai vari rappresentanti.

In Italia il Premier Giuseppe Conte ha stanziato 25 miliardi di euro per sostenere l’economia e la sanità, "venticinque miliardi di euro – ha spiegato - di disponibilità finanziarie da non utilizzare subito ma sicuramente da poter utilizzare per far fronte a tutte le difficoltà che stiamo affrontando per un'emergenza che è sia sanitaria sia economica e ha un importante impatto sociale".

In Spagna, il Premier Pedro Sanchez, ha stanziato 15 miliardi di euro, di cui: un miliardo di euro alla Sanità, 14 miliardi all'economia e 2,8 miliardi alle comunità autonome.

Negli Stati Uniti d'America il Presidente Donald Trump ha dichiarato l'emergenza nazionale per il coronavirus, mettendo a disposizione un pacchetto di aiuti per gli americani colpiti dall'epidemia di coronavirus, di 50 miliardi di dollari, che già la Camera dei Rappresentanti Usa ha approvato a stragrande maggioranza; si attende, adesso, il via libera del Senato.

Ma in questo "particolare gioco all'emergenza", in Europa è la Germania che la fa da padrona e "sbanca" tutti. Difatti ieri il ministro delle Finanze, il tedesco Olaf Scholz (Spd), ha anticipato la dose del “vaccino” di almeno "550 miliardi di euro" per contenere gli effetti del morbo che ha infettato anche il made in Germany.

"Oltre ai 20 miliardi già stanziati, prevediamo un programma di prestiti senza tetto verso l’alto. Sarà uno scudo per imprese e lavoratori. Stiamo mettendo sul tavolo tutti i mezzi a nostra disposizione" sintetizza il vicecancelliere della Spd. A fianco a lui il ministro dell’Economia Peter Altmeier (Cdu), “sottopancia” della cancelliera Angela Merkel, è pronto a confermare che si tratta di "una misura senza precedenti nella storia della Germania dai tempi del Dopoguerra".

E mentre si attendono notizie, da altri rappresentanti di stato, sugli aiuti e sulle somme che saranno stanziate per affrontare il Covid-19, vi sono le prime considerazioni di rappresentanti della politica che non perdono alcun tempo e diffondono le proprie idee attraverso i propri canali ufficiali.

Vi proponiamo gli interventi di Giorgia Meloni e Gianluigi Paragone, decisamente contrariati sulle decisioni prese da parte dell'Unione Europea.

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