L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 26 marzo 2020

Per il momento il governo euroimbecille smette di fare la tratta degli schiavi per conto di Euroimbecilandia

IL GOVERNO ITALIANO CHIUDE I PORTI. MEGLIO TARDI CHE MAI...


(di Tiziano Ciocchetti)
25/03/20 

A quanto pare l’Esecutivo a guida Conte ha preso la decisione di vietare l’accesso agli scali portuali nazionali. Questo è quanto traspare dalle dichiarazioni del ministro degli Esteri Di Maio: l’emergenza covid-19 impedisce all’Italia di poter concedere porti da sbarco nell’ambito della nuova missione europea Irene.

Era necessaria una pandemia perché i nostri governanti capissero l’importanza degli interessi strategici.

Infatti il ministro prosegue asserendo che l’Italia, in questo momento, non è disponibile a dare i propri porti per gli sbarchi in ambito della nuova missione dell’Unione Europea in Libia per fermare l’ingresso di armi (fermo restando il forte scetticismo, da parte nostra, circa la sua reale efficacia. Nda). Non si tratta di voler essere buoni o cattivi (in politica estera esistono solo gli interessi nazionali, non ci sono sentimenti. Nda), si tratta semplicemente di misurare le nostre forze e metterle al servizio dei cittadini.

Inoltre aggiunge che l’Italia ora non può, chiede e vuole essere aiutata (dagli altri paesi europei?).

Quindi, nonostante l’emergenza sanitaria che ha investito l’Europa, la missione di monitoraggio dei traffici marittimi verso la Libia è ancora in essere. Tuttavia mancherà dell’essenziale supporto logistico dell’Italia.

La missione Irene rimpiazzerà la precedente Sophia, ma con un mandato più forte.

A conti fatti a noi sembra che anche la nuova missione europea non sia che una copia della precedente (la missione Sophia, in pratica, aveva il solo scopo di recuperare migranti in mare e portarli nei porti italiani).

Inevitabile, quindi, che il Governo italiano mettesse le mani avanti, chiudendo i porti, vista l’impossibilità, nel momento attuale, di gestire i flussi di migranti, ben sapendo che non avremmo ricevuto aiuto da nessun altro partner europeo.

Foto: presidenza del consiglio dei ministri

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