L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 1 marzo 2020

Questi euroimbecilli corrotti del Pd sempre più inappropriati e discutibili. E ci mancherebbe altro che Euroimbecilandia e i suoi servi ostacolerebbero la lotta dell'Italia alla polmonite virale

Gualtieri: 3,6 miliardi disponibili per emergenza. Ue non ci ostacolerà

12:39 01.03.2020URL abbreviato

Pronto lo scudo economico da 3,6 miliardi di euro per difendere l'economia italiana dall'onda d'urto generata dal nuovo coronavirus. Roberto Gualtieri rassicura che l'UE non metterà il bastone fra le ruote.

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha presentato il primo pacchetto di aiuti economici per affrontare la crisi economica nazionale derivata dall’emergenza sanitaria in corso.

Sono pronti 3,6 miliardi di euro di aiuti che corrispondono allo 0,2% del Pil nazionale. Tale disponibilità economica non è ancora stata distribuita, ma nei prossimi giorni verranno concordati gli aiuti dopo aver parlato con le parti sociali, le associazioni di categoria e gli enti locali.

Scatta quindi la preannunciata fase due per fare fronte all’emergenza nuovo coronavirus, quella economica e che l’Italia dovrebbe temere molto più della diffusione della Covid-19. A rischio ci sono decine di migliaia di posti di lavoro e migliaia di imprese potrebbero non resistere all’impatto.

Per scongiurare uno scenario da crisi sistemica ecco che intervengono i 3,6 miliardi di euro che, rassicura Gualtieri, non verranno computati nel deficit di bilancio dall’Unione Europea. Insomma, l’Ue non ostacolerà l’Italia.
Venerdì l’approvazione delle misure

Entro venerdì arriverà l’approvazione delle misure economiche aggiuntive che serviranno come scudo contro l’onda d’urto generata dall’arrivo del nuovo virus sul suolo italiano.

Una mini-manovra di emergenza preparata in poco più di una settimana che ora il Parlamento italiano dovrà autorizzare, ma su questo non si corre il rischio di una mancata approvazione. Sull’emergenza maggioranza e opposizione collaborano.
Aiuti per tutto il territorio nazionale

Gli aiuti non riguarderanno solo le cosiddette zone rosse colpite dal virus, ma l’intero territorio nazionale, perché è chiaro che l’economia dell’Italia ne sta già risentendo da Nord a Sud, Isole comprese.

Gli aiuti arriveranno per il sistema sanitario nazionale in crisi perché mancano posti letto e mancano i medici oltre anche al personale sanitario. I fondi serviranno per la Cassa integrazione in deroga e per aiutare quelle imprese che subiranno un calo del fatturato superiore al 25%, così come si è fatto per il terremoto.

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