L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 3 marzo 2020

Roma - c'è una decisa e precisa volontà politica di danneggiare l'amministrazione

Tuscolano, nuovo raid incendiario Bruciati altri cinque cassonetti

Enrico Chillè
3 marzo 2020

Il quartiere Tuscolano senza pace: cinque cassonetti dei rifiuti e un cestone cilindrico gettacarte sono stati dati alle fiamme nella notte tra domenica e lunedì. Gli episodi giungono dalle stesse zone in cui, come aveva denunciato Virginia Raggi, si sono verificati altri atti vandalici, inducendo la sindaca addirittura a parlare di attacchi da parte di chi «non gradisce il nostro lavoro di riqualificazione che dovrebbe rendere più vivibili i quartieri».
A denunciare l'ultimo episodio dei cassonetti dati alle fiamme è stata l'Ama. La municipalizzata dei rifiuti ha spiegato che i sei cassonetti sono stati dati alle fiamme tra via Lucio Mummio e via Papiria: «Si tratta degli ennesimi atti vandalici che colpiscono l'intera collettività, sono atti criminosi non riconducibili alle attività di pulizia e di raccolta dei rifiuti. I cassonetti, infatti, erano quasi del tutto vuoti quando sono stata dati alle fiamme». L'Ama ha poi aggiunto: «Quello degli incendi ai cassonetti è un fenomeno che troppo spesso colpisce Roma. Sporgeremo ancora denuncia contro ignoti e sostituiremo i cassonetti bruciati, che però sono rifiuti combusti».

In poco più di due mesi, sono già un'ottantina i cassonetti dati alle fiamme in tutta Roma. L'allarme, però, sembra riguardare soprattutto il VII Municipio, dove si sono susseguiti episodi di atti vandalici e intimidatori. La sindaca Virginia Raggi lo aveva denunciato proprio domenica scorsa: «Hanno vandalizzato una scuola dell'infanzia e deturpato la nuova area fitness del parco di Tor Vergata. Come se non bastasse, l'assessora municipale alla Scuola ha trovato per ben tre volte le ruote della sua auto tagliate e gli incendi ai cassonetti hanno coinvolto anche auto e scooter parcheggiati. La mia solidarietà alla presidente municipale Monica Lozzi e alla sua squadra, che ringrazio per il lavoro che stanno portando avanti sul territorio. Siamo sotto attacco ma le intimidazioni non ci fermeranno: andiamo avanti a testa alta».

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