L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 26 aprile 2020

Ci vuole un Progetto. Ci vuole una programmazione economica e sociale. La proposta è Piano di Salvataggio Nazionale del 30 marzo 2020


ECONOMIA
La ricetta di Messina: "Il debito pubblico non basta, occorre un progetto"

L'ad di Intesa Sanpaolo propone bond sociali, rientro dei capitali dall'estero, valorizzazione del patrimonio pubblico, investimenti pubblici e nella green economy, impiego agevolato del tfr in titoli pubblici esentasse.

aggiornato alle 11:5325 aprile 2020

© MARCO BERTORELLO / AFP - Carlo Messina, ammistratore delegato di Intesa Sanpaolo

"L'utilizzo del debito pubblico per contrastare l'emergenza sanitaria e garantire il finanziamento dell'economia reale è una scelta obbligata, ma non può essere la risposta definitiva". Lo dice l'ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, che un'intervista al 'Sole 24 ore' espone un progetto in cinque punti: bond sociali, rientro dei capitali dall'estero, valorizzazione del patrimonio pubblico, investimenti pubblici e nella green economy, impiego agevolato del tfr in titoli pubblici esentasse. 

"Dobbiamo e possiamo creare i presupposti per evitare di andare verso livelli eccessivi di rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo: impegniamoci per uscire dalla crisi con una prospettiva di rilancio della economia. Il momento di agire e' ora", sottolinea l'ad di Intesa Sanpaolo.

In una lunga intervista al "Sole 24 Ore" Messina sottolinea che "livelli eccessivi di rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo" rischiano di "ricadere sulle prossime generazioni" quando "già oggi ogni bambino che nasce in Italia ha sulle spalle un debito consistente" (chiaramente una fake news).

La regola numero uno, dice Messina, è che "i debiti vanno pagati". Per questo la priorità è mettere in campo "tutte le iniziative possibili". Serve "un progetto Paese che preveda interventi a tutto campo, con cinque manovre importanti". Si tratta del lancio di bond sociali "creando le condizioni affinché gli italiani si convincano a comprarli spostando una quota della loro ricchezza", riportando capitali in Italia, utilizzando parte dei Tfr, valorizzando il patrimonio di Stato e Regioni, sbloccando gli investimenti pubblici. 

Secondo Messina il Governo "sta facendo quanto possibile sostenendo l'occupazione e garantendo liquidità alle aziende che ne hanno necessita'. A nostra volta come Intesa Sanpaolo stiamo assicurando il massimo impegno a favore delle misure per l'erogazione della liquidità alle imprese, con garanzia pubblica. In pochi giorni le operazioni concluse e in via di completamento hanno raggiunto la cifra di 8mila. Certo, occorre considerare che il debito pubblico elevato del nostro Paese riduce gli spazi di manovra. Non siamo come Germania o Svizzera. Sono convinto che, nell'insieme, il governo stia reagendo bene all'emergenza. L'impianto complessivo dei provvedimenti c'e', sia pure migliorabile".

In particolare, prosegue l'ad, "aggiungerei interventi a fondo perduto. I finanziamenti possono andare bene per superare le difficoltà del momento ma poi sono debiti, sia pure garantiti dallo Stato, che vanno restituiti. Il rischio e' che gli imprenditori non vedano all'orizzonte una prospettiva di ripresa. E' esattamente quanto occorre evitare. Per questo non basta tamponare le situazioni, occorre lavorare per il futuro, progettare il futuro attraverso una programmazione economica e sociale che incentivi la crescita demografica e sappia valutare le necessita' del Paese".

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