L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 27 aprile 2020

Diritto internazionale fottiti - La Turchia ha invaso la Siria prima con i mercenari tagliagola terroristi ora con i suoi militari

Siria, la Turchia si mette nei guai da sola con la popolazione a Idlib

27 Aprile 2020


La Turchia si mette nei guai da sola con la popolazione a Idlib. Le TAF, dopo aver sparato sui manifestanti a Nayrab, sono state obbligate a trattare con HTS per riportare la calma. La tensione nella provincia siriana, comunque, è alle stelle

La situazione per la Turchia a Idlib si complica ulteriormente. Nelle scorse ore le TAF hanno aperto il fuoco su un gruppo di civili che protestava contro le pattuglie joint Ankara-Russia sulla M4 nell’area di Nayrab, uccidendo un uomo e ferendone altri. L’evento ha determinato un pericoloso aumento della tensione in tutto il quadrante Est della regione siriana, con proteste e blocchi su diversi tratti dell’autostrada. Le truppe di Recep Tayyp Erdogan sono state quindi obbligate ad avviare mediazioni con esponenti delle milizie locali, in particolare Hayat Tahrir al-Sham (HTS). I negoziati sono in corso e sembra che sia ritornata la calma, ma c’è il pericolo che alla prima scintilla si scateni un’escalation di violenza. 
Si aggrava per Ankara la crisi sulle pattuglie joint con la Russia sulla M4

L’attacco ai dimostranti a Idlib è un errore che la Turchia rischia di pagare molto caro. L’episodio, innanzitutto ipoteca tutti i suoi sforzi di diplomazia parallela fatti finora affinché le pattuglie joint possano passare sulla M4 senza problemi. Inoltre, fa crescere ancora il peso di HTS nella provincia siriana. Infine, le TAF ne escono sconfitte, in quanto sono state obbligate a trattare con la milizia. Un gruppo, peraltro, manifestamente avverso da qualche tempo. Soprattutto dopo che ha deciso di schierarsi apertamente a sostegno della popolazione locale contro la presenza degli “invasori” stranieri nel quadrante. Per Ankara, di conseguenza, sarà molto più difficile mantenere l’impegno con la Russia sui convogli militari. Ciò, nonostante il continuo invio di rinforzi in Siria per creare nuovi presidi fissi sull’autostrada, con funzioni di deterrente o di forza di reazione rapida in caso di problemi.

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