L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 28 aprile 2020

Goccie di rugiada su labbra riarse

LETTERA DI UN MEDICO: “La storia vi giudicherà”

Maurizio Blondet 14 Aprile 2020 

Massimo Fioranelli (Medico. Professore associato di fisiologia umana presso l’Università Guglielmo Marconi di Roma, membro del Consiglio Direttivo SIPNEI – Società Italiana di PsicoNeuro-Endocrino-Immunologia).

Credo che ormai le parole non servano più, in un giorno in cui avremmo dovuto essere felici: Pasqua 2020, con i nostri affetti più cari, con le nostre memorie nel cuore, ci ritroviamo soli e disperati.

Ci assale il sapore della sconfitta. La mia generazione di uomini, di medici ha fallito. Consegnamo ai nostri figli un mondo peggiore di come lo abbiamo ereditato. Non siamo riusciti a contrastare una falsa concezione della scienza, una deriva scientista contraria alla natura dell’uomo e dell’ambiente in cui vive.

Una storia iniziata con l’assurda legge sui vaccini; una vera e propria arma terapeutica efficace quanto dannosa quando non usata con discrezione, senso critico, moderazione, discernimento. Sostenuta da un sistema informativo di parte, medioevale, soggiogato, dipendente, violento, terrorizzato da ogni minimo dissenso. Non siamo riusciti ad opporci a questa visione della medicina, non con la forza con cui avremmo dovuto. Hanno vinto le visioni dei Burioni, Lo Palco, Villani, Ricciardi, Lorenzin, Grillo, Speranza, rappresentanti di un paradigma che ha sottoposto la nostra popolazione al più grande esperimento biologico mai testato su esseri umani ignari, che si sono inconsapevolmente fidati dell’immagine di un sistema sanitario protettivo, la cui unica colpa è stata quella di non aver saputo discernere tra gli operatori sanitari che sono quotidianamente al loro fianco ed una sistema politico-burocratico al servizio dei grandi interessi economici.

Non siamo riusciti ad opporci all’esasperazione del concetto della chimica come unica forma di terapia per l’essere umano. Metodicamente ogni giorno hanno attaccato, deriso, sbeffeggiato tutto ciò che rappresentavano le terapia complementari, le tecniche di guarigione millenarie innocue, sostenibili. Hanno goduto quando sono stati radiati medici che dissentivano dalle loro visioni limitate, mortificato intelligenze, distrutto carriere. Noi abbiamo avuto paura di perdere le nostre comodità, i nostri agi acquisiti, il nostro flusso quotidiano di lavoro, gli interessi personali; quindi siamo stati complici. Non siamo riusciti a contrastare una classe politica che ha fatto vincere concorsi a primari senza titoli in base ad un clientelismo sfrenato e che oggi occupano le corsie di cliniche private in deroga ad una legge sull’extramoenia che non hanno mai avuto il coraggio di completare.

Hanno mortificato intelligenze, distrutto il futuro di giovani brillanti, non hanno tenuto conto di alcun criterio meritocratico; hanno pensato a sistemare parenti, amici, compagni di partito, secondo criteri clientelari che hanno illuminato le scelte amministrative di questo Paese.

Non siamo riusciti ad opporci alla distruzione dell’ambiente in nome del profitto. Abbiamo permesso di riempire il nostro paese di ripetitori a microonde senza nessuno studio preventivo sulla sicurezza biologica. Continuano ad impiantare antenne e tagliare alberi di nascosto, di notte, anche durante questa catastrofe sociale. Ricadrà sulla loro ma anche sulla nostra coscienza un enorme carico di sofferenza che deliberatamente o involontariamente abbiamo indotto. Ci siamo fatti togliere la libertà, i valori essenziali della nostra civiltà, abbiamo consentito che compromettessero il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti in nome di un positivismo disumano, dall’alto della loro sprezzante, insulsa ed ipotetica supremazia culturale. Avete posto un intera società in gabbia ed adesso non sapete come farla uscire, perché tutta la vostra inconsistente scienza non ha saputo trovare un rimedio a questo dramma che avete provocato.

La rappresentazione di tutto questo è l’immagine di un ministro della Salute pallido, balbuziente, inerme, improvvido, impreparato politicamente, umanamente, soggiogato dai suoi direttori generali, che vagheggia un ipotetico vaccino prima di porre fine a quest’assurda tragedia; la più grande illusione del sistema sanitario moderno. Un comitato tecnico scientifico costituito prevalentemente di burocrati e supportato da tutte quelle figure che hanno contribuito a questa catastrofe sociale e sanitaria. A voi ed a noi la responsabilità di tutto questo; ma le sofferenze che avete indotto non scompariranno nell’anonima dimenticanza tipica di questo paese.

Qui state giocando con ciò che abbiamo di più prezioso: la vita, la salute, il futuro dei nostri figli, la nostra libertà. Non mi riferisco alla politica, ormai succube ed appiattita, ma al mio mondo della medicina: abbiate un sussulto di dignità, restate in silenzio, liberate questa popolazione, fatevi da parte in nome di un bene superiore, di una società democratica che i nostri padri ci hanno consegnato dopo lunghe e lunghe sofferenze. Lasciate che le migliori menti di questo grande Paese possano prenderne le redini prima che il disastro sia completo. La storia vi giudicherà, ci giudicherà, senza un minimo di indulgenza.

Massimo Fioranelli

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