L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 19 aprile 2020

Impariamo da Gratteri non abbassiamo la guardia nei confronti della 'ndrangheta

Coronavirus, Sileri sposa la tesi di Gratteri: “Vigilare sulla ricostruzione”

Di red2
17 Aprile 2020

Lo dice il viceministro della Salute, in merito alla ricostruzione post epidemia e sul rischio di infiltrazioni mafiose



”Quando sono stato in missione in Calabria ho anche incontrato il Procuratore Nicola Gratteri: dobbiamo vigilare, dobbiamo controllare”. Lo dice il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, intervistato da Avvenire, in merito alla ricostruzione post epidemia e sul rischio di infiltrazioni mafiose.
”In questo momento storico – osserva Sileri – il Servizio sanitario nazionale può fare un cambio epocale con le risorse che deve ricevere ma io chiedo che a vigilare non sia solo la politica, la magistratura, le forze dell’ordine, ma siano i cittadini che ci devono aiutare affinché mafiosi, affaristi e corrotti tengano lontane le mani dalla sanità”.

”La gravissima pandemia che stiamo vivendo – sottolinea – deve farci capire che anche una sola tangente, probabilmente, ha ucciso un nostro caro”. “La sanità pubblica è un bene comune, tutti noi – conclude Sileri – dobbiamo vigilare e averne cura, perché è nostra. Dobbiamo sentirla come nostra”.

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