L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 27 aprile 2020

La ridicola ed inutile fase due

25 aprile 2020 

FASE 2? UNA PRESA IN GIRO. CI VOGLIONO SCHIAVI PER SEMPRE?

Questa sera un nuovo epico discorso del vis-Conte dimezzato. Che, nel rispetto della sua professione avvocatesca, è stato come sempre cavilloso e sfuggente, ambiguo e obliquo. Argomento era la famigerata “fase 2”, che partirà dal 4 maggio. In sintesi, il discorso di questa sera è massimamente deludente per più ragioni. 

In primis, perché di fatto non c’è alcun “libera tutti” (sic!): come se fossimo, appunto, dei carcerati, excusatio non petita… Infatti, nulla sostanzialmente cambierà: al netto del velame delle tante parole, si potranno fare funerali e corse solitarie, ma nulla di essenziale cambierà. Proseguono gli arresti domiciliari di un’intera nazione, in violazione della lettera e dello spirito della Costituzione. Ma la chiamano fase 2, come se davvero fosse un progresso rispetto alla fase 1… Di cui è invece continuazione pressoché integrale. 

Il distanziamento sociale continua a restare il principio organizzativo della società. E, a giudizio del sottoscritto, lo resterà per molto ancora (con o senza virus). Le piccole attività commerciali come i bar, i parrucchieri e i ristoranti non riapriranno, almeno fino a giugno. Un modo garbato e avvocatesco per dire a baristi e ristoratori che potranno morire, nel rispetto della legge e della lotta al virus. 

Poi naturalmente v’è stato il doveroso ringraziamento al top manager globalista Colao, il salvatore della patria che nel 2018 partecipò alla riunione del Bilderberg. “Se ami l’Italia, mantieni le distanze”: ha detto il vis-Conte con una certa curvatura retorica. In effetti, il top manager Colao ha sempre mantenuto le distanze dall’Italia, occupandosi di Morgan Stanley e Vodafone. 

Quindi, in sintesi, la chiamano fase 2, ma è ancora la fase 1, mutato nomine. 

Secondo punto su cui val la pena di ragionare, anche a costo di fare, come sempre, la parte della Cassandra di turno: saremo pronti a intervenire se la curva epidemiologica tornerà a salire, ha detto il vis-Conte giallofucsia. 

Già, è proprio qui il punto. 

La mia tesi è che la fase 2 durerà ben poco: e sarà presto sostituita dalla fase 1. Infatti, prevedo che i contagi aumenteranno: e, con essi, le restrizioni. E, così, ci rimetteranno gentilmente agli arresti domiciliari: addossandoci peraltro la colpa. Sarà infatti colpa nostra, che non avremo rispettato le distanze sociali e le prescrizioni sacre del comitato ieratico e sapienziale dei tecnici e degli scienziati. 

Il governo sarà pronto a “chiudere i rubinetti”, questa l’idraulica espressione usata dall'avvocato dei mercati. E a causarlo sarà solo il “comportamento responsabile di ciascuno”, secondo la formula di Conte. Chissà se in questo contegno responsabile rientra anche l’impiego della famigerata app Immuni. Insomma, siete pronti a eseguire cadavericamente tutti gli ordini che vi impartiranno pur di non essere di nuovo reclusi agli arresti domiciliari completi?

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